Amorim congeda Leao e si aggrappa a Rabiot: “È cruciale per noi. Vogliamo rinnovargli il contratto”

In conferenza. Domani si gioca Milan-Venezia: "Leao non sarà convocato. A volte nel calcio arriva un momento in cui conviene andare altrove

Amorim congeda Leao e si aggrappa a Rabiot: “È cruciale per noi. Vogliamo rinnovargli il contratto”

Db Carnago (Varese) 13/07/2026 - raduno A.C. Milan / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Ruben Amorim

Amorim e gli elogi a Rabiot: “Ha ancora voglia di imparare”

Conferenza stampa di Amorim tecnico del Milan che all’esordio ha vinto 2-1 in casa del Torino. Domani sera alle 20.45 si gioca Milan-Venezia.

Annuncia che Leao non sarà convocato (“Non è in condizione”) e dichiara:

“Tra cinque giorni parliamo del mercato, ve lo prometto. Ora è presto. Leao è un ottimo giocatore e che, con la giusta mentalità, può giocare in tutte le squadre del mondo. Bisogna però avere la giusta mentalità e, a volte, nel calcio arriva un momento in cui conviene andare altrove. E a oggi siamo in questa situazione”.

Quanto è importante Rabiot per voi e quanto ha voluto rimanere a Milanello?
“Non lo conoscevo prima di arrivare qui. Rabiot è un giocatore cruciale per noi. Lo adoro. Vogliamo che rimanga e, se possibile, vogliamo anche rinnovargli il contratto. Lui lo sa: ha voglia di imparare, nonostante la sua età. In allenamento aiuta i giovani, come Diawara. È ancora lontano dalla sua condizione ideale, ma già ci ha dato una grande mano”.

Un chiarimento tattico su Rabiot: quest’anno sarà trequartista o centrocampista? Quanti minuti ha Pulisic nelle gambe?
“Pulisic è reduce da un infortunio e non partirà titolare. Ma vediamo se può avere qualche minuto a gara in corso. Ho l’intenzione di usare Rabiot sia come trequartista che come centrocampista. So che lui è abituato a giocare in una posizione leggermente più arretrata, ma se vedete le partite fatte in Francia con De Zerbi, lui ha giocato molto bene”.

Rabiot

“Perché guardo le partite in ginocchio? Non lo so”

È attraverso l’estetica, la qualità del gioco in cui provi a far cambiare idea a chi non vi metteva in lotta per lo scudetto? Una curiosità, come mai guardi le partita dalla panchina in ginocchio?
“Non ci ho mai pensato. Voglio vedere la partita: a volte mi abbasso senza neanche pensarci: è solo una mia preferenza. Per noi sarebbe meglio se voi della stampa continuaste a vederci come una squadra non papabile per la vittoria dello scudetto. Noi dobbiamo giocare senza che il nostro livello di prestazione scenda troppo. Ci vuole continuità nel rendimento. Questo non vuol dire che giocheremo sempre bene, ma cercheremo di trovare quella continuità che fa la differenza. Quando guardo la mia squadra in allenamento, noto che ci alleniamo molto bene. Dobbiamo mantenere questo impegno e per farlo abbiamo bisogno di tutti i giocatori, che devono sentirsi coinvolti nel progetto. Per vendere meglio il prodotto bisogna fare un bel calcio”.

Tu adori Camarda, ma con tre competizioni c’è una valutazione nel club per prendere un altro attaccante?
“Non mi piace parlare prima della chiusura del mercato. Sappiamo che Camarda ha bisogno di tempo e di spazio. Noi potremmo giocare anche con un falso 9, che potrebbe essere la terza opzione. Io, come allenatore, credo in Camarda. Voglio ritrovarmi nella situazione in cui dovrò schierarlo perché questo aiuterà la sua crescita. Si sta abituando al ritmo del nostro gioco, però deve sentirsi importante. Non deve avere la sensazione di essere il terzo attaccante del Milan, ma il secondo. Quando qualcuno crede di essere importante è più facile fare quel passo in più. Ci vuole tempo e pazienza, anche da parte vostra, ma credo molto in lui”.