Lutto nel mondo del calcio: addio a Kevin Keegan, leggenda del calcio inglese

Aveva 75 anni ed era malato di cancro. Ancora oggi resta l'unico giocatore britannico capace di vincere per due volte il Pallone d'Oro

Lutto nel mondo del calcio: addio a Kevin Keegan, leggenda del calcio inglese

Kevin Keegan - YouTube

Il calcio perde uno dei suoi protagonisti più iconici: Kevin Keegan, due volte Pallone d’Oro e campione d’Europa con il Liverpool. Ha militato anche nell’Amburgo, con cui ha conquistato la Bundesliga nella stagione 1978-79 e raggiunto la finale di Coppa dei Campioni del 1980, persa per 1-0 contro il Nottingham Forest.

Addio a Kevin Keegan

Si legge sul Guardian:

“La famiglia di Keegan aveva rivelato a gennaio che l’ex calciatore era malato di cancro e a giugno lui stesso aveva comunicato che si trattava di un tumore al quarto stadio, quello più avanzato. “È con immensa tristezza che annunciamo che Kevin Keegan è scomparso all’età di 75 anni“, si legge in una nota della famiglia. “Kevin ha combattuto contro il cancro ed è stato circondato dalla moglie e dalle figlie nei suoi ultimi momenti.

Il Guardian ricorda il suo temperamento acceso e impulsivo, ma onesto. Iconico all’inverosimile, fu uno dei primi calciatori inglesi ad avere scarpe da calcio personalizzate con il proprio marchio, ebbe un successo musicale con il brano “Head Over Heels in Love”.

La carriera

Kevin Keegan

Keegan mosse i primi passi nel calcio professionistico con lo Scunthorpe, prima di essere portato al Liverpool da Bill Shankly nel 1971 per una cifra di circa 33mila sterline. Con la maglia dei Reds, il suo rendimento lo trasformò presto in un’icona: conquistò tre campionati inglesi, una FA Cup, due Coppe Uefa e la Coppa dei Campioni del 1977. Ancora oggi resta l’unico giocatore britannico capace di vincere per due volte il Pallone d’Oro.

Dopo gli anni gloriosi ad Anfield, Keegan visse un’altra importante parentesi all’Amburgo, dove fu premiato per due volte come miglior calciatore europeo dell’anno. Successivamente fece ritorno in patria vestendo le maglie di Southampton e Newcastle, prima di chiudere la carriera da giocatore nel 1984. Con la nazionale inglese raccolse 63 presenze e 21 reti, partecipò al Mondiale del 1982 e indossò anche la fascia da capitano durante gli Europei del 1980.

“I will love it”

Terminata l’attività agonistica, nel 1992 iniziò il percorso da allenatore proprio sulla panchina del Newcastle. In pochi anni riportò il club ai vertici, conquistando la promozione in Premier League e sfiorando il titolo nella stagione 1995-96, quando il Newcastle venne superato nella corsa al campionato dal Manchester United. Rimane celebre il suo acceso sfogo televisivo, accompagnato dal gesto del dito puntato e dalla frase “I will love it”, rivolto alle provocazioni psicologiche di Alex Ferguson.

Dopo l’addio al Newcastle nel gennaio 1997, Keegan ebbe una breve parentesi al Fulham prima di ricevere l’incarico di commissario tecnico dell’Inghilterra nel 1999, subentrando dopo la fine dell’esperienza di Glenn Hoddle. L’avventura sulla panchina dei Three Lions terminò dopo un Europeo 2000 deludente: la sconfitta contro la Germania a Wembley portò alle sue dimissioni dopo appena 20 mesi e 18 partite, con sette vittorie complessive, il peggior rendimento in termini percentuali tra i selezionatori inglesi.

Successivamente guidò il Manchester City, lasciando il club nel marzo 2005 dopo aver inizialmente annunciato il ritiro dal calcio. Nel 2008 arrivò il clamoroso ritorno al Newcastle, ma la seconda esperienza sulla panchina dei Magpies durò appena otto mesi, segnata dai contrasti con la dirigenza e con il proprietario Mike Ashley. Nel 2009 un tribunale gli riconobbe un risarcimento di 2 milioni di sterline per il licenziamento costruttivo subito.