Lukaku finge di tirare, poi lascia il rigore a Tielemans: un gesto da leader
Il centravanti del Napoli, entrato nella ripresa, riapre la partita col Senegal e poi, nel momento decisivo, prende la palla come per calciare — ma la cede al compagno. La spiegazione arriva dopo, tra un momento personale difficile e la dedica al papà scomparso.

Belgium's forward Kevin De Bruyne and Belgium's forward Romelu Lukaku take part in a training session of the Belgian national football team at the Proximus Basecamp in Tubize, on the outskirts of Brussels on June 1, 2026. The Red Devils will face Croatia in a friendly game on June 2, 2026, as part of their preparation ahead of the 2026 FIFA World Cup football tournament.
Nella clamorosa rimonta con cui il Belgio ha eliminato il Senegal e centrato gli ottavi del Mondiale, Romelu Lukaku è stato protagonista due volte. Entrato nel secondo tempo, l’attaccante del Napoli ha riaperto la gara col gol del 2-1 all’86’; ma nel momento decisivo ha sorpreso tutti, rinunciando al rigore che poteva valere la qualificazione e lasciandolo a Youri Tielemans, poi autore del definitivo 3-2. È lo stesso Lukaku che, in azzurro, era stato raccontato come il centravanti che entra e segna, e che la “lenta Napoli” ha scoperto essere un bomber.
Lukaku finge, poi lascia il rigore a Tielemans
La scena è di quelle che raccontano un leader. Dopo il fischio dell’arbitro, Big Rom ha preso la palla in mano lasciando intendere a tutti che avrebbe calciato lui; poi, tra lo stupore generale, l’ha ceduta al compagno. “Avevo intenzione di tirare — ha spiegato nel dopopartita, come riportato da ESPN — ma sto ancora attraversando un periodo difficile a livello mentale e ho preferito che fosse Youri a calciare. Non si tratta di me, si tratta della squadra che deve vincere“. E ancora: “Queste sono le vittorie di cui abbiamo bisogno per unire ulteriormente il gruppo. È la cosa migliore, per i tifosi e per noi stessi”. Un gesto che conferma la rimonta già raccontata, con Lukaku a firmare il gol della riscossa.
Il pensiero al padre e il momento difficile
Dietro quella rinuncia c’è un vissuto personale delicato. Lukaku ha dedicato un pensiero commosso al padre Roger, scomparso lo scorso settembre: “È mio padre lassù che mi sta aiutando”. Un lato umano che al Napoli si è imparato a conoscere, da quando l’Athletic ne aveva celebrato le lacrime, ricordando che il calcio è giocato da persone. Sulla partita, Lukaku non ha nascosto la fatica: “È stata davvero dura. Ma quando abbiamo alzato l’intensità del pressing ed eravamo pronti sulle seconde palle, è emerso lo spirito di squadra”. Poi, con un sorriso: “Sono stufo di partite come questa”.
Il rilancio dell’attaccante del Napoli
Per Lukaku questo Mondiale è anche un’occasione di rilancio personale. Reduce da una stagione di club complicata — appena sette presenze e un solo gol, complici gli infortuni — era stato comunque confermato dal ct Rudi Garcia tra i convocati. Una fiducia che sta ripagando: dopo il contributo col pareggio all’Egitto e il gol alla Nuova Zelanda, è stato decisivo anche col Senegal. È l’attaccante che, proprio ai Mondiali, cerca il riscatto, dopo aver ripetuto di aver “imparato a essere paziente”. Ora il Belgio affronterà i padroni di casa degli Stati Uniti negli ottavi, con un Lukaku che ritrova fiducia e condizione nel momento più importante. Un centravanti ritrovato: e sono ottime notizie anche per il Napoli.