Conte conosce benissimo le potenzialità dei suoi calciatori: profetiche le sue parole su Lautaro
In passato Conte e Lautaro se sono dette tante, eppure l'allenatore salentino lo aveva esaltato proprio prima della semifinale contro l'Inghilterra in cui è stato decisivo

Inter Milan's Italian coach Antonio Conte (L) embraces Inter Milan's Argentine forward Lautaro Martinez at the end of the Italian Serie A football match Inter vs Fiorentina on September 26, 2020 at the Giuseppe-Meazza (San Siro) stadium in Milan. (Photo by MIGUEL MEDINA / AFP)
Il gol che al 92′ ha piegato l’Inghilterra e spedito l’Argentina in finale porta la firma di Lautaro Martínez, ancora una volta decisivo nella rimonta della Seleccion di Scaloni. E, a poche ore di distanza, rende quasi profetiche le parole che Antonio Conte gli aveva dedicato appena pochi giorni prima.
L’elogio (profetico) di Conte
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex allenatore del Napoli — oggi tra i candidati alla panchina della Nazionale — aveva esaltato il capitano nerazzurro: “La sua crescita continua. E poi la personalità e il carisma. C’è un’Inter con Lautaro e un’Inter senza: la sua presenza sposta tanto”. Conte si era soffermato su un dettaglio che pochi avevano notato: “L’azione di Lautaro nel terzo gol dell’Argentina all’Egitto è passata inosservata, ma è pazzesca: ha risalito il campo, ha difeso palla, ha lasciato a Enzo Fernández il tempo di arrivare e ha fatto un cross perfetto. Non te lo aspetti da un nove”. E ne aveva lodato la maturità: Lautaro, come Álvarez, ha capito di poter essere importante anche solo per pochi minuti, mettendo l’ego dietro la squadra. Poche ore dopo, il gol che vale una finale mondiale.
Un rapporto fatto di scintille
Colpisce, perché tra i due non è mai corso buon sangue. Nel 2021, nella stagione del diciannovesimo scudetto nerazzurro, Lautaro non gradì una sostituzione e calciò una bottiglietta a bordo campo; Conte lo rimbrottò durissimo, “Zitto, fenomeno del ca**o. Devi avere rispetto“. Qualche giorno dopo, alla Pinetina, i due chiudono la vicenda simulando un match di boxe tra le risate dei presenti. Poi, lo scorso ottobre, è arrivato il battibecco a distanza in Napoli-Inter, quando Lautaro difese Dumfries e dal labiale sembrò rivolgere parole pesanti al tecnico, nel confronto acceso ricostruito da Dazn — tanto che c’è chi vi lesse una strategia dello stesso Conte.
Rivali che si riconoscono
Ed è forse questo il punto: due personalità forti, abituate a scontrarsi, ma capaci di stimarsi. Conte, che di caratteri ne ha maneggiati tanti, ha scelto proprio adesso di incoronare Lautaro come uomo-chiave. E Lautaro, poche ore dopo, gli ha dato ragione nel modo più clamoroso: un colpo di testa nel recupero, una finale mondiale conquistata. Stavolta, le parole sono diventate fatti — e a firmarle, curiosamente, è stato un ex avversario di tante schermaglie.