Juan Jesus saluta a parametro zero: l’addio del miglior dodicesimo uomo del Napoli

Juan Jesus saluta il Napoli a parametro zero: il difensore centrale voluto da Spalletti e diventato un intoccabile per Conte è stato protagonista negli ultimi due scudetti vinti

Juan Jesus saluta a parametro zero: l’addio del miglior dodicesimo uomo del Napoli

Cm Bergamo 22/02/2026 - campionato di calcio serie A / Atalanta-Napoli / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Juan Jesus

Ultimo giorno in azzurro per Juan Jesus che da domani sarà ufficialmente un calciatore senza contratto. Per poco, ovviamente, perché sul centrale brasiliano hanno posato gli occhi diversi club, sia italiani ed europei, come lo Sporting Lisbona, che soprattutto del suo Paese natìo. D’altronde un calciatore con la sua esperienza acquistabile senza spendere un euro in cartellino fa decisamente gola.

D’altronde anche il Napoli lo ingaggiò a parametro zero, terminato il suo contratto con la Roma. Sembrava un calciatore “finito”, non da grande club dopo le esperienze non esaltanti sia in giallorosso che all’Inter. Lo volle Spalletti quasi ad ogni costo nell’anno del suo arrivo in azzurro.

E nella stagione della “rifondazione”, della squadra in grado di “lottare per il titolo” (De Laurentiis dixit), fu un onesto gregario in grado di rispondere sempre presente. In quella annata arrivò anche Kim, un sudcoreano sconosciuto giunto dalla Turchia che divenne il titolare indiscusso, idolo della torcida azzurra e decisivo per il titolo.

Dallo scudetto alle critiche: l’anno del decimo posto

Eppure “BatJuan”, tanto per utilizzare un suo soprannome, chiuse la stagione con 15 presenze in campionato e tre in Champions League dopo le 28 della stagione precedente tra Serie A ed Europa League. L’anno post scudetto fu quello più difficile per lui; si ritrovò titolare quasi inamovibile, preferito al connazionale Natan, acquistato per non far rimpiangere Kim, nel frattempo volato al Bayern Monaco.

Ricordate la stagione? I tre allenatori, un disastro dopo l’altro, il decimo posto in stagione e la furia dei tifosi che colpì anche Juan Jesus, naufragato come tutta la squadra. Gli errori non perdonati, i gol incassati ed una storia che sembrava al termine. Fino all’arrivo di Antonio Conte, il miglior allenatore italiano per distacco.

L’arrivo di Conte e la “rinascita” di JJ

L'allenatore del Napoli, Antonio Conte

Ben 15 presenze nell’anno dello scudetto, 17 totali compresa la Coppa Italia per oltre mille minuti sul terreno di gioco. L’arrivo di Buongiorno, un gigante incline all’infortunio ha permesso al brasiliano di guadagnarsi il suo spazio oltre che la stima di Conte. Il lavoro duro in allenamento gli è valsa la qualifica di prima alternativa, con buona pace di Rafa Marin ceduto poi a fine stagione in prestito.

E nel maggio del 2025 il rinnovo di contratto per un’altra stagione, quella appena conclusa. Ben 35 presenze totali, 24 in Serie A e sette in Champions League. Ha giocato difensore centrale, braccetto di sinistra e perfino di destra, lui, un mancino naturale; ha scalzato Buongiorno nel momento pessimo di forma dell’ex Torino essendo perfino decisivo con prestazioni maiuscole, vedi Supercoppa italiana.

Un calciatore che con i suoi “piedi buoni“, da vero brasiliano, è stato utile per l’impostazione dal basso. Juan Jesus chiude la sua esperienza in azzurro con ben 130 presenze condite da cinque gol e due assist in cinque stagioni; non proprio numeri da comprimario o da calciatore di seconda fascia.

Chiude con due scudetti ed una Supercoppa italiana, una leadership in campo ma anche e soprattutto nello spogliatoio; mai una parola fuori posto, sempre un consiglio giusto per i compagni e, ove necessario, trasmettere la carica e la grinta di chi ne ha viste tante. Lascia un pretoriano di Conte, saluta un difensore che potrà essere rimpianto.