Brasile-Marocco 1-1, 45 minuti di calcio vero. Lampi di classe di Brahim e Vinicius

Il Mondiale è molto lungo, sarebbe autolesionistico sprecare troppe energie. Il Marocco si conferma squadra vera. Il Brasile è solido e ha tanta classe, deve gestire l'anagrafe di Casemiro. Molto bene il 18enne marocchino Bouaddi.

Brasile-Marocco 1-1, 45 minuti di calcio vero. Lampi di classe di Brahim e Vinicius

Brazil's Italian head coach Carlo Ancelotti speaks to forward #07 Vinicius Junior during the 2026 World Cup Group C football match between Brazil and Morocco at the New York/New Jersey Stadium in East Rutherford on June 13, 2026. (Photo by MAURO PIMENTEL / AFP)

Brasile-Marocco una delle poche partite vere dei gironi

Brasile-Marocco era la partita più interessante degli inutili gironi di questo Mondiale a 48 squadre. Solo Inghilterra-Croazia può tenere testa dal punto di vista dell’interesse. Ma Marocco e Brasile sono più forti. Il Marocco è stato semifinalista quattro anni fa, in Qatar, e ha vinto la Coppa d’Africa. Il Brasile è il Brasile anche se non vince i Mondiali dal 2002. Non a caso stavolta di poltroncine vuote se ne sono viste davvero poche. Per la Fifa gli spettatori Al MetLife Stadium di East Rutherford, New Jersey sono stati più di 80mila.

È finita 1-1. La partita è durata un tempo. Poi, le squadre hanno logicamente abbassato il ritmo. Il torneo è lunghissimo, dura più di un mese. Entrare in forma subito sarebbe un suicidio calcistico.

Ottimo avvio del Marocco

Il Marocco ha cominciato molto bene. Gran ritmo, pressing asfissiante, raddoppi, palloni rubati. Nel primo quarto d’ora il Brasile è stato in evidente difficoltà. Anche perché l’impressione è che i 34 anni di Casemiro si facciano sentire. Dall’altre parte ha impressionato il diciottenne Bouaddi che gioca nel Lille. Il Marocco è andato in vantaggio su ripartenza d’autore con Brahim Diaz che ha visto un corridoio nella difesa brasiliana presa in contropiede. Ha lanciato Saibari che con due tocchi ha superato con un pallonetto Alisson.

Il Brasile è parso alle corde, incapace di imbastire una reazione. Faceva fatica a trovare spazi. Davanti né Vinicius né Raphinha si accendevano. Non parliamo di Igor Thiago. Guardando il tabelline, però, si può notare che sono passati appena undici minuti dal vantaggio marocchino al pari brasiliano. Con Vinicius che quasi al primo pallone toccato, è andato in rete. È il football, signori.

È quindi cominciata un’altra partita. Il Brasile ha fatto girare di più la palla, il Marocco non poteva sempre pressare con quella intensità. Hakimi avrebbe meritato il giallo per una brutta entrata su Vinicius. Bella girata al volo di Paqueta. Primo tempo da partita vera.

brasile

Ancelotti deve sistemare la diga di centrocampo

All’inizio della ripresa, Ancelotti ha sostituito lo spento e ammonito Casemiro con Fabinho e Ibanez con Danilo. Al 62esimo il ct verdeoro aveva già effettuato quattro cambi (entrati anche Cunha e Luiz Enrique per Paqueta e Igor Thiago). Sa benissimo che bisogna dosare le energie. Altrimenti si arriva cotti alla retta finale.

Nella ripresa, il Brasile ha avuto più il controllo del campo ma nessuna delle due formazioni ha prodotti sforzi significativi per vincere. Anche se nel finale gli africani hanno avuto una chance.

Ancelotti deve sistemare la diga del centrocampo e forse trovare una prima punta più incisiva. Ma tanto dovrà schierarli tutti, o almeno molti. Il Marocco si è confermato una realtà del calcio mondiale. Deve però giocare a ritmi alti per lasciare il segno e far male agli avversari.