Spalletti: “Contro il Milan ci siamo rimpiccioliti, avevo un buco allo stomaco”

In conferenza stampa: "Caos arbitri? C'era un po' di disordine, ora serve buon senso. Da chi fischia domani mi aspetto solo professionalità"

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Juventus' Italian coach Luciano Spalletti looks on from the technical area during the Italian Serie A football match between Juventus and AS Roma at the Allianz stadium in Turin, northern Italy, on December 20, 2025. MARCO BERTORELLO / AFP

Il tecnico della Juve, Luciano Spalletti, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida di domani contro il Verona. Queste le sue parole riportate da Tuttomercatoweb:

Ecco le sue parole:

 “Spesso quando sento parlare di quarto posto sento fare dei calcoli. Il quarto posto non lo raggiungi con i calcoli ma mantenendo un livello. Noi nella voglia di allenarci abbiamo mantenuto le stesse cose ed è il rendimento giornaliero che ti fa arrivare là. Noi stiamo bene perciò dobbiamo pensare alla Champions League e non al quarto posto”.

L’intervista a Luciano Spalletti

Come sta Yildiz dopo la recente infiammazione?

“È una cosa che viene valutata a 360 gradi in maniera corretta soprattutto per il valore del ragazzo. Noi sappiamo e lui sa quanto è importante per noi. Poi ha avuto questa piccola infiammazione anche se negli ultimi due allenamenti è andato molto bene e non ha avvertito nessun dolore. Non abbiamo nessun dubbio su quella che sarà la sua presenza dentro alla partita.”

Negli ultimi giorni ci sono state molte polemiche e un po’ di “disordine” attorno alla classe arbitrale. Che idea si è fatto di questa situazione e cosa si aspetta dalla direzione di gara di domani?

“Non sono un grande conoscitore di queste cose. Con tutto quello che viene detto, se si ha un po’ di buon senso di lasciar scorrere le cose senza avventarsi a dire qualcosa di nuovo secondo me è meglio. Io essendo uno abbastanza anziano come professionista ho conosciuto diversi direttori di gara bravi e capaci. Non so quello che sia successo… Ma l’arbitro designato domani è uno dei più talentuosi e mi aspetto che faccia il suo dovere con il massimo della professionalità, punto e basta”.

Vlahovic è tornato a disposizione dopo un infortunio complicato: sarà lui l’arma in più per queste ultime quattro gare ed è un giocatore su cui puntare fermamente anche per il futuro per le caratteristiche che possiede? 

“Sì, perché si sta allenando con grande entusiasmo, è un professionista con grande carattere, lui ha le caratteristiche che mancano alla squadra. Come per Yildiz, anche lui sa di poter essere utile per queste 4 partite a mettere del suo per il raggiungimento di questo obiettivo. Ci sarà da vedere con che tempistiche, abbiamo dovuto perfezionare il lavoro addosso a lui perché ha subito un infortunio di quelli belli tosti. Ma ce l’abbiamo a disposizione e questa è la cosa fondamentale. Poi è a disposizione con il ghigno giusto”.

Guardando sfide come Psg-Bayern, emerge un calcio fatto di ribaltamenti e di rottura degli equilibri, molto diverso dal controllo a cui siamo abituati in Italia. Serve prendersi più rischi per competere a quei livelli, magari evitando partite troppo prudenti come quella giocata da voi contro il Milan? 

“La Champions in generale non premia la sicurezza. Premia chi crea lo scompiglio non chi lo evita. Noi si tende ad avere controllo nelle situazioni del nostro calcio. In Champions League hanno questa attenzione nelle giocate che spaccano gli equilibri, oltre i reparti, gli avversari… Il calcio moderno per me va verso questa decisione di prendersi qualche rischio, non paga soltanto mantenere un ordine e un ritmo basso… Io non sono rimasto contento dalla partita di Milano, giocare queste partite ti rimpicciolisce un po’. Ti tiene in ordine, porti il risultato a casa ma non prendere posizione non mi piace”.

Quale crede sia l’unica vera soluzione per vedere più ragazzi in campo senza che gli allenatori temano di perdere competitività?

“L’ho già detto perché per me sarebbe la soluzione per tutti anche per altre nazioni. Però deve diventare una regola fatta da chi comanda il calcio. Tutte le nazioni devono avere un giocatore Under e poi da questo può partire tutto perché sei obbligato… Quello che può ribaltare tutto è imporre di mettere in campo un ragazzo di 19/20 anni. La fucilata nella notte è questa perché per averne uno in campo ti servono almeno 4 giocatori”.

Cosa vi serve per fare quel definitivo salto di qualità che in Europa vi è sfuggito solo per i dettagli? 

“Il futuro continuerà ad avere cura con il valore che dai al presente. Tutto questo ruota nell’essere poi così applicati, attenti, determinati quando arrivi al campo… Abbiamo una squadra che è uscita l’altra sera a cena e mi emoziona… Questa ricerca di voler essere insieme, sorridere tutti assieme e prendersi per mano quelli che son rimasti un po’ dietro. Ci vogliono giocatori che vogliono creare l’imprevisto, vogliono provare a giocare per qualità che ancora non han fatto vedere. Ci vuole un po’ di sana follia che ti porta dentro il livello superiore che hai esibito fino a questo momento… Per molti è stata una delusione uscire, ma per passare il turno abbiamo fatto dei risultati che qualcuno avrebbe fatto meglio a riscrivere l’articolo”.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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