Simonelli: “Prematuro sbilanciarsi su Malagò, ma è il dirigente più autorevole in Italia”

Al Corriere della Sera: "È mancato il rinnovo generazionale rispetto ai giocatori che nel 2021 hanno vinto gli Europei. Ora bisogna lavorare sui settori giovanili, partendo dalle scuole calcio."

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Db Riad (Arabia Saudita) 06/01/2025 - finale Supercoppa Italiana / Inter-Milan / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Luigi De Siervo.Ezio Simonelli

 Ezio Simonelli, presidente della Lega di A, motore del calcio italiano, non nasconde l’amarezza dopo l’ennesima débâcle subita dal movimento azzurro, costretto ora a un profondo rinnovamento sin dalle fondamenta.

Queste le sue prime dichiarazioni:

“È stata una grande delusione, non me l’aspettavo proprio”.

Le parole di Simonelli

Con quale stato d’animo è ripartito dallo stadio di Zenica?

“Mi ero approcciato alla sfida con ottimismo. Ora, superato lo choc, bisogna rimboccarsi le maniche per riportare l’Italia ai fasti del passato. Una volta quando la Nazionale rientrava nel Paese senza aver conquistato il titolo veniva fischiata, ora sarebbe stato un successo partecipare alla manifestazione. Questo innanzitutto è il segnale del declino: ora bisogna invertire la rotta.”

Anche se spetterà all’assemblea esprimere il nome del candidato, è corretto affermare che attorno alla figura di Giovanni Malagò si coagula la maggioranza dei consensi?

“È prematuro sbilanciarsi sui profili, Malagò è senz’altro uomo di grande esperienza ed è il dirigente di maggior autorevolezza che abbiamo in Italia. Sono suo amico e ho letto che ci sarebbe disponibilità da parte sua a rivestire la carica da presidente della Figc. È ben visto da larga parte del sistema ma è prematuro investirlo come candidato della A, è necessario attendere l’input dei club.”

Una corrente minoritaria pensa a un altro profilo?

“Non nego che c’è chi preferirebbe un ex calciatore per una questione di riconoscibilità all’estero e di conoscenze specifiche delle dinamiche di campo.”

Perché non andremo ai Mondiali?

“È mancato il rinnovo generazionale rispetto ai giocatori che nel 2021 hanno vinto gli Europei. Ora bisogna lavorare sui settori giovanili, partendo dalle scuole calcio. Prima si giocava gratis negli oratori, adesso per iscriversi occorre pagare. È l’aspetto economico a determinare la selezione. E poi occorre abolire la classifica nei campionati delle squadre dei giovani.”

La misura impellente?

“Abbattere i paletti che ora ostacolano l’investimento sui giovani. Per l’acquisto di stranieri non servono garanzie, ma da quando esiste la stanza di compensazione, in caso di compravendita di italiani, occorre presentare delle fideiussioni. Capisco che questo meccanismo era nato per fornire sostenibilità al sistema ma dobbiamo togliere vantaggi economici nel puntare sugli stranieri. Però, non è l’unico rimedio.”

A cosa si riferisce?

“Siamo riusciti a escludere gli Under 23 italiani dal computo del costo del lavoro allargato. L’obiettivo sarebbe abbassare l’asticella e coinvolgere fino agli Under 24: ora non conviene comprare giocatori italiani. Noi dobbiamo renderlo conveniente. Ne ho già parlato con il ministro dello Sport Andrea Abodi e con la premier, Giorgia Meloni, che tra mille dossier sul tavolo è molto sensibile al tema della ripresa del calcio italiano.”

Per la ristrutturazione del sistema quali richieste avanzate al governo?

“Abbiamo già avviato colloqui con il ministero dell’Economia, Giancarlo Giorgetti e Maurizio Leo che abbiamo ospitato in Lega. Chiediamo incentivi per i settori giovanili e la tutela di quelle promesse che dopo essere state formate nei vivai vengono strappate per due lire da squadre straniere. E poi ancora l’abolizione del decreto Dignità e il ripristino di benefici fiscali per acquistare campioni. Da quando il decreto Crescita non è più in vigore è aumentato il numero degli stranieri ma di qualità peggiore rispetto a prima. E poi ci dovrebbe essere riconosciuta una percentuale derivante da giochi e scommesse.”

Cosa replica alle accuse di insensibilità per non aver concesso lo stage a Gattuso?

“Facciamo chiarezza: non ci è stato chiesto anche perché la Figc e il ct erano ben consapevoli che non c’erano date a disposizione con il calendario compresso. Vorrei aggiungere che nessuna Nazionale che ha fatto gli spareggi ha avuto uno stage. Nel nostro caso, poi, sarebbe stata una riunione ridotta dal momento che quattro dei titolari a Zenica giocano all’estero e non avrebbero partecipato.”

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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