Sanguina il cuore al pensiero di Farioli o Italiano al posto di Conte

Il Napoli doveva vincere e ha vinto: 1-0 al Milan con gol di Politano. Resta a meno sette dall'Inter. Conte l'ha vinta con i cambi, come Lippi o Mourinho. È un fuoriclasse della panchina

Conte

Dc Napoli 06/04/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Milan / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Antonio Conte

Sanguina il cuore al pensiero di Farioli o Italiano al posto di Conte

Sette punti a sette giornate dalla fine. L’operazione è complessa, molto complessa. Ma il Napoli è in vita. Ha battuto il Milan 1-0 e ora è secondo in classifica. Da solo. Sappiamo che Conte a Napoli ha molti detrattori (la qual cosa si spiega solo con la follia umana oltre che con l’incompetenza) ma è incredibile che il Napoli a questo punto della stagione, con tutto quello che ha subito, è ancora in corsa per lo scudetto. C’è poco da fare. Antonio Conte è un fuoriclasse della panchina. Un conoscitore di calcio come pochi. Stasera ha giocato anche senza centravanti. Non stiamo nemmeno a dire come sarebbe finita Bosnia-Italia con lui in panchina. Ovvio che starebbe benissimo in Nazionale. Se pensiamo all’ultimo ct che abbiamo avuto…

Stasera dall’altra parte c’era un altro professionista di altissimo profilo, Massimiliano Allegri, che solo in Italia può essere criticato ai limiti della derisione. Stasera ha lasciato fuori Leao e Pulisic, chiarendo che ha giocato il campionato senza un attacco di cui si fidava veramente. La partita è stata equilibrata. Ma a un certo punto il Napoli ha accelerato. Prima Alisson Santos e poi Politano e Conte ha vinto la partita. Come avrebbe fatto Lippi. Come avrebbe fatto Mourinho. Col coraggio dei grandi. Delle persone consapevoli. E lo abbiamo visto esultare come lo scorso anno.

Qua dobbiamo dire qualcosa. Perché con tutto il rispetto che si possa avere per Farioli (che effettivamente sta facendo bene in Europa anche se ha perso un campionato sanguinoso con l’Ajax) e Italiano, ma perdere Conte per uno di loro due è roba da far sanguinare il cuore. Poi, accetteremo tutto quel che sarà. Ma a Napoli abbiamo avuto un fuoriclasse. C’è poco da aggiungere.

Della partita non c’è granché da dire. Giocata con giudizio. Ma non brutta. Il Napoli era senza Hojlund, col caso Lukaku aperto. Poi, l’ha chiusa e vinta con i cambi. Con il lavoro anche della società. Questa contrapposizione è assurda. E nei fatti non c’è. E anche se ci fosse a livello epidermico, non può esserci a livello imprenditoriale, industriale. Perché Conte garantisce quel che nessun altro garantisce: il risultato. De Laurentiis lo sa fin troppo ben. Uno scudetto e al momento un secondo posto. Poi, una pessima Champions. Così come l’assoluta certezza che il Napoli non finirebbe con Conte. Ma Conte è un valore aggiunto, un trascinatore anche imprenditoriale come pochi.

Questo è il succo della serata. Napoli-Milan era una partita da vincere e il Napoli l’ha vinta. Uno a zero con gol di Politano. Su azione avviata da Alisson Santos con un no look e cross di Olivera. Il Milan scivola al terzo posto. Andrà in Champions, come a nostro avviso la Juventus di Spalletti. Le tre del Nord più il Napoli che è il vero intruso dell’ultimo ventennio del calcio italiano. E questo grazie ad Aurelio De Laurentiis.

Fondatore del Napolista, ha scoperto di sentirsi allergico alla faziosità. Sogna di condurre il Bollettino del mare di Radio Rai. E di girare – da regista - un porno intitolato “La costruzione da dietro”. Si è convertito alla famiglia: ha una moglie, due figli, un cane. E tre racchette da tennis.

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