L’addio di Conte sarebbe vissuto come una liberazione a Castel Volturno

Per Repubblica sono troppi i veleni nell'aria. La sostituzione dell'allenatore è più facile di una rivoluzione interna, con troppe pedine da sacrificare

L’addio di Conte sarebbe vissuto come una liberazione a Castel Volturno

Dc Napoli 06/04/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Milan / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Antonio Conte

Sembra essere ai titoli di coda la storia professionale (non certo d’amore) tra Antonio Conte e il Calcio Napoli. Uno scudetto, una Supercoppa e per ora anche un secondo posto (sempre che il campionato non abbia una coda giudiziaria, di questi tempi non si sa mai). La storia è nota: il Napoli deve tonare al vecchio modello di business, un modello che Repubblica definisce reazionario, il player trading, la ricerca di calciatori giovani o comunque sconosciuti che possano esplodere. Anche perché – ripetiamo – che la dispendiosa campagna acquisti della scorsa estate è stata un disastro.

Conte e De Laurentiis dovrebbero dirsi addio, a meno che il tecnico salentino non abbracci il nuovo corso del club. Scrive Repubblica Napoli, con Marco Azzi, che a Castle Volturno in tanti sarebbero contenti dell’addio dell’allenatore. Stressati dai metodi del tecnico.

Il bilancio del Napoli purtroppo parla chiaro

Scrive Repubblica:

Tutti sotto pressione quotidiana a Castel Volturno, dove (non è affatto un mistero) l’addio anticipato del tecnico leccese sarebbe vissuto dai più come una liberazione. È un altro dato di fatto di cui De Laurentiis terrà conto nel vertice per la panchina, perché i veleni nell’aria in una maniera o nell’altra vanno bonificati. Si spiegano così i rumors sulla possibile rottura con l’allenatore: più facile di una rivoluzione interna, con troppe pedine da sacrificare.

Il punto è: meglio sacrificarne uno (anche se il più importante e di gran lunga il migliore) che provvedere alla rimozione e sostituzione di tante pedine. Una mossa azzardata che se il Napoli in vent’anni di De Laurentiis è sempre andato bene. Sono state pochissime le annate negative, ricordiamo quella Reja-Donadoni e poi la stagione post-scudetto con tre allenatori e il decimo posto. Va anche detto che il Napoli questo tenore non può mantenere, non può permettersi gli ingaggi di De Bruyne e Lukaku che peraltro quest’anno non hanno dato alcun apporto alla causa. Non può spendere tutti i milioni spesi la scorsa estate per poi ritrovarsi una squadra più debole dell’anno prima. È vero che il club è indietro per quel che concerne le strutture ma proprio per questo serve una gestione più assennata. Se con Conte tanto meglio, ovviamente.