Albertini: “In Italia scimmiottiamo il tiki taka. Nel mio Barcellona si saltava l’uomo, qua il gioco è lento”

A Repubblica: "In Italia non puntiamo sui giovani, sfondare a 26 anni è tardi. I risultati in Europa, quando arrivano, sembrano episodici".

ulivieri Albertini

Db Bologna 16/06/2019 - Europeo Under 21 Italia 2019 / Italia-Spagna / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Renzo Ulivieri-Demetrio Albertini

L’ex Milan Demetrio Albertini, in un’intervista a Repubblica, ha parlato della crisi del calcio italiano.

Si parte dall’Inter che domina in Italia ma è uscita dalla Champions col Bodø…

Siamo indietro. Gli altri sono più veloci e spavaldi. Noi scimmiottiamo il tiki taka: non trasmettiamo emozioni. Non saltiamo l’uomo, i passaggi sono quasi tutti laterali, il gioco è lento“.

Inter, Juventus e Napoli fuori: la statistica concorda:

L’analisi dei match è entrata con prepotenza nel nostro mondo. Ma i passaggi senza errori contano solo se tagli fuori l’avversario, se hai qualità e velocità di gioco. Questo tikitaka mi annoia, nel mio Barcellona era divertente perché a un certo punto qualcuno saltava l’uomo. Non tutti sanno guidare la Ferrari. Ma se vai veloce, magari ti abitui“.

Però nel 2023 c’erano tre finaliste italiane nelle coppe…

La finale indica una bella stagione ma quante delle 4 italiane di questa Champions erano favorite? Quando raggiungiamo gli obiettivi, sembra più un fatto episodico“.

I colossi d’Europa hanno più soldi…

Il problema è che non puntiamo sui giovani. C’è un tappo. Come nel movimento calcistico studentesco Usa del ’94: mancava il campionato. In Italia manca lo sbocco verso la prima squadra: legittimamente i presidenti antepongono la gestione finanziaria. Bisogna fondare i bilanci sui giovani. La serie C non è più sostenibile. Tutti devono giocare a calcio, ma non tutti possono fare i professionisti“.

Le seconde squadre, in Italia, sono solo 4…

Ne parlai già nel 2010, abbiamo buttato via tempo. Il Barça, malgrado debiti e mercato limitato, vince e risparmia perché attinge dalla squadra B, senza paura. Ma Iniesta, Puyol, Xavi sbocciarono a 16 anni. Le nostre seconde squadre sono Under 23: l’età va abbassata. Qualcuno ha più partite internazionali da Azzurro che col suo club. E se sfonda a 26 anni, è tardi“.

Correlate