Non è il momento dei buoni e dei cattivi nel Napoli, cercare il colpevole fa solo il gioco altrui

Non c'è alcun complotto arbitrale, c'è sì un attacco mediatico a Conte e al Napoli. Per i giudizi, meglio aspettare la fine del campionato

napoli Manna Lucca e Lang Napoli mercato

È crescente la sensazione nella tifoseria napoletana che sia in atto una azione contro il Napoli. Il cosiddetto complotto. D’altro canto io stesso mi sento ribollire quando ripenso al rigore su Hojlund negato contro la Juve. Decisione bocciata in ogni sede. O al mancato cartellino giallo, con conseguente espulsione, al difensore del Como. Decisione peraltro criticata da tutta la stampa e da tutti gli osservatori italiani. E reputata corretta dai vertici arbitrali. E potremmo continuare con gli esempi. Così, come nel Visconte dimezzato di Calvino, c’è una metà (quella cattiva) di me che insorge contro le angherie dei poteri forti che agiscono a tutela delle solite squadre del nord. Mentre l’altra metà (quella buona) si chiede però, a mente fredda, se la percentuale di decisioni errate assunte ai danni del Napoli sia nella media o sopra la media. Questo calcolo non sono in grado di farlo. Quello che so è che si lamentano tutti: dall’ Inter alla Juve alle squadre piccole.

Vuoi vedere per caso che la comunità arbitrale è in questa fase storica molto modesta? E che la dicotomia arbitro-Var rischia di consegnare all’arbitrio assoluto e alla occasionalità gli incontri di calcio, al di là del discorso su buona o cattiva fede ? Vedete, ancora, per onestà intellettuale, non posso dimenticare che, nella penultima giornata dello scorso campionato, mentre il Napoli pareggiava mestamente a Parma l’arbitro decretava un rigore contro l’Inter. Decidendo di fatto l’esito del torneo. Se provate a leggere la Gazzetta dello sport di oggi vi troverete una sonora bocciatura di Manganiello per il mancato secondo giallo. Ma non è un giornale del nord?

Alla fine allora le due metà del visconte di Calvino si riuniscono e prende il sopravvento la ragionevolezza che prevede un misto di cattiveria e di bontà. Lasciando da parte il complotto, quello di cui sono certo invece è che i poteri forti da sempre sono atterriti da Antonio Conte. Che è considerato il vero pericolo perché geneticamente predisposto a vincere in campionato (un po’ meno in Europa). Conte indubbiamente ha una personalità straordinaria. È un uomo carismatico. Per carità non sempre gradevole. Ma certamente in grado di fronteggiare qualunque situazione. Come osservato da Venio Vanni sul Napolista, il vero attacco mediatico è a Conte. Come nel 90 fu a Maradona. Due uomini di grande personalità capitati dalle nostre parti. Devo però osservare che mentre Maradona in ogni situazione prima di pensare a se stesso difendeva i compagni e la società intera, Conte ha un difetto caratteriale (ma la perfezione non è di questo mondo) per il quale non sa resistere a criticare in pubblico i compagni di cordata. Che siano calciatori, dirigenti o medici… E questo per me nelle comunità di lavoro è peggio di un crimine, è un errore (Fouchè).

Penso alle discussioni quanto mai attuali intorno alla catena di infortuni che ha tormentato il Napoli quest’anno. Come alla campagna acquisti estiva (perché quella di gennaio non è avvenuta in condizioni normali) la quale manifestamente non ha dato risultati positivi. A me pare uno stucchevole gioco (questionario) di Proust cercare in questo momento un responsabile unico. Il tecnico e i suoi metodi di allenamento? I fisioterapisti? Giovanni Manna direttore sportivo del Napoli? Ed in questo modo si alimenta la campagna mediatica che è rivolta a colpire Conte per colpire il Napoli. Su Manna voglio spendere una parola. È un giovane dirigente, di grande garbo, che si trova a lavorare stretto tra due personalità fortissime come De Laurentiis e Conte. Con la conseguenza che tutto il lavoro che fa rischia di finire nell’ombra. Con i meriti assegnati ai due giganti e le colpe tutte sulle sue spalle. E questo francamente non è giusto.

Comunque insisto su quanto ho già detto altre volte rinvierei l’analisi delle disfunzioni alla fine del campionato. Quando si devono trarre giudizi e conclusioni. Adesso occorre soltanto lavorare come un sol uomo.

Professore emerito di Analisi Matematica presso l’Università Federico II di Napoli, Guido Trombetti è stato Rettore dello stesso Ateneo dal 2001 al 2010.

ilnapolista.it © Riproduzione riservata
Correlate