Meluso: “A Napoli fu difficile impormi come ero abituato a fare. Avrei voluto prendere Sesko e Theate”
A gianlucadimarzio.com: "Non so se mi sono giocato bene la chance, ma ringrazio De Laurentiis: mi ha fatto pranzare con Florentino Perez! Purtroppo in quella stagione mancò la continuità tecnica"

Db Dimaro (Tn) 20/07/2023 - amichevole / Napoli-Anaune Val di Non / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Mauro Meluso
Mauro Meluso, ex direttore sportivo del Napoli dell’anno disastroso del post-Scudetto, ha parlato ai microfoni di Gianlucadimarzio.com. Di seguito quanto dichiarato.
Meluso: “Difficile dire se io sia riuscito o meno a sfruttare la chance”
“Il calcio non è una scienza esatta, non è matematico, però ha una logica. Quelli che fanno il mio mestiere, e che lo fanno da tanti anni come me, possono dare degli spunti dal punto di vista dell’esperienza. Io vengo dalla vecchia scuola, quella dove il direttore sportivo ha un ruolo centrale nelle scelte. È cambiato molto, allo Spezia nel 2021, dove raggiungemmo una miracolosa salvezza, la nuova proprietà mi disse che avrebbe voluto usare l’algoritmo. Io risposi che l’algoritmo poteva servire per scremare la ricerca, ma la scelta dei giocatori sarebbe stata mia. Per questo sono stato esonerato con altri due anni di contratto“.
Sull’arrivo al Napoli:
“Difficile dire se io sia riuscito o meno a sfruttare la chance, ma va detto che era una situazione complicata, dopo uno scudetto e una stagione supergloriosa. Fu difficile impormi come ero abituato a fare. Ricordo bene la gestione di tanti momenti vissuti, fu un’annata disgraziata ma al presidente De Laurentiis va tutta la mia gratitudine: ho fatto la Champions, ho pranzato con Florentino Perez prima di Real Madrid-Napoli. Sono esperienze indimenticabili“.
E anche qua non mancano i retroscena di mercato:
“Ho un po’ di rammarico, perché avrei potuto fare qualcosa in più. Chi avrei voluto prendere? Mi ero prefissato di prendere Sesko per l’attacco. Mentre con Mazzarri volevamo puntare su Theate, che poi non siamo riusciti a prendere. Purtroppo non era facile in una stagione in cui è sempre mancata continuità tecnica. Natan fu un’intuizione di Maurizio Micheli e quando io arrivai erano già abbastanza avanti nella trattativa, ma la sottoscrissi a 360 gradi, perché questo ragazzo aveva potenzialità enormi. Caratterialmente era un po’ timido e aveva bisogno di tempo per esprimersi“.
Dopo la separazione col Napoli, ha accettato di ripartire dalla C col Perugia e ora è fermo in attesa del progetto giusto:
“Per me è fondamentale portare avanti un metodo di lavoro, per adesso aspetto. Nella mia vita sono stato poco fermo e quando lo sono stato mi aggiornavo, andavo in giro, guardavo partite, parlavo con allenatori e scout: questo è il mio mondo“.











