Il Var, ossia perché il calcio-industria non ragiona mai in termini industriali?
Doveva essere la panacea di tutti i mali. Così non è stato. Vanno divisi i ruoli tra arbitro e Var, ossia le competenze in imaging e tecnologia. Serve una riorganizzazione industriale, non polemicucce

Wolves fans display a flag with an anti-VAR message in the crowd ahead of the English Premier League football match between Wolverhampton Wanderers and Luton Town at the Molineux stadium in Wolverhampton, central England on April 27, 2024. (Photo by JUSTIN TALLIS / AFP)
Var: è tempo di ripensare il sistema?
C’è stato un tempo in cui il Var doveva essere la panacea di tutti i mali. Un oracolo tecnologico, infallibile, imparziale, oggettivo. Un po’ come Google Maps: sbaglia raramente, ma quando sbaglia sei in un burrone.
Oggi, guardando alcune recenti partite, il problema non è più se il Var funzioni, ma se la sua gestione sia ottimizzata. Perché qui non si parla più solo di episodi isolati, ma di un malessere quasi sistemico.
Nel modello attuale, l’arbitro è un “professionista ibrido”: corre per 90 minuti, gestisce proteste, subisce sceneggiate da cascatori improvvisati, prende decisioni in mezzo al caos, e poi, a rotazione, finisce in una stanza davanti a sei monitor. In pratica: un project manager sul campo, diventa un data analyst in sala Var.
Funziona? A giudicare dagli ultimi weekend, non sempre.
Il risultato è un cortocircuito operativo: chi arbitra pensa da arbitro, chi sta al Var pensa… ancora da arbitro. E non da revisore.
Un suggerimento semplice, quasi banale potrebbe essere quello di distinguere in maniera strutturale tra arbitri da campo e arbitri da Var che dovrebbero avere anche competenze in imaging e tecnologia. L’idea non è creare nuove caste, ma nuove competenze.
Nel mondo del lavoro lo chiameremmo focus strategico. Nel calcio sembra fantascienza. Eppure, in ogni azienda e industria chi controlla non è lo stesso che esegue, chi verifica è qualificato per verificare, e chi analizza è pagato per analizzare.
Perché nel calcio-industria dovrebbe essere diverso?
La riforma non può essere improvvisata. Serve una regia chiara.
Ad oggi, il modello appare difensivo: si protegge l’esistente, si minimizzano gli errori, e si parla poco di struttura. Attenzione, però, il problema non è comunicativo. È organizzativo.











