Elogio del padre di McTominay (e di Umberto Eco) che ripete al figlio: “Scott, perché tiri poco da fuori?”

Un figlio che ascolta il padre, è rivoluzionario. Scott l'ha fatto. Nel Pendolo di Foucault Eco scrive: “Credo che si diventi quel che nostro padre ci ha insegnato nei tempi morti, mentre non si preoccupava di educarci”

McTominay Napoli Napoli-Chelsea McTominay padre

Db Milano 11/01/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: esultanza gol Scott McTominay

Canzoni, libri, aforismi: da Democrito nel V secolo a Diderot a Dostoevskij, tanti grandi e illuminati autori hanno celebrato l’importanza di un padre nella vita di un figlio e il complesso rapporto che c’è tra essi. Ma c’è una citazione che fa riflettere ed è di Umberto Eco, ne Il pendolo di Foucault:

“Credo che si diventi quel che nostro padre ci ha insegnato nei tempi morti, mentre non si preoccupava di educarci. Ci si forma su scarti di saggezza.”

Il gol di McTominay e quel suggerimento del padre Frank

Un suggerimento buttato lì, un’idea che si è formata intravedendo le capacità del proprio figlio e detta tra il serio e il faceto, o qualcosa a cui non dai più peso: ecco, secondo Eco, tali idee spesso hanno più benefici del momento educativo standard. Ed è così che immaginiamo Frank McTominay rivolgersi a quella benedizione vivente del figlio Scott, mentre gli dice di tirare fuori aria più spesso: tanto il tiro ce l’hai, che cavolo. Un suggerimento detto così che lo stesso Scott ha rivelato essergli stato dato dal padre durante la conferenza pre-Chelsea del 27 gennaio:

«Mio padre a volte mi dice che devo tirare un po’ di più da fuori area. E ogni volta che rivedo i video, ci sono a volte opportunità per farlo. Ma dipende da ciò che è giusto per la squadra in quel momento. Sai, se fai tiri pazzi da troppo lontano e rovini il ritmo della squadra cercando di costruire l’attacco e sostenere nella metà campo avversaria, allora dipende da ciò che è corretto fare in quel momento.»

«Tira di più, che male potrà fare, Scotty?» Beh, incosciamente o meno, il ragazzo di Lancaster l’ha ascoltato e lo ha fatto nel momento più importante.

La sassata messa a segno ieri contro il Genoa al 20’ e che ha portato al momentaneo 2-1 è di una bellezza folgorante: prima mette a sedere Malinovskyi, poi si piega quel tanto che basta per imprimere forza ed effetto al pallone. E badate, McTominay è alto 1,91 m, proprio l’opposto del baricentro basso, e scarica quel destro con una violenza inaudita che si insacca alle spalle di Bijlow che, poverino, ha pure provato a metterci le mani.

Tali qualità balistiche si intravedevano già (ricordiamo il gol al Torino su assist di Kvara del 1 dicembre 2024 o quello a volo realizzato nel 3-1 contro l’Inter il 25 ottobre 2025), ma il gol di ieri lo certifica e ci conferma che papà aveva ragione: ci deve provare più spesso. E quindi tanto di cappello a McTominay Sr e alla sua saggezza, sempre pronta a dispensare consigli.

Qualche consiglio potrà pure far bene

Beh, ma non è il primo consiglio familiare che si rivela azzeccato, no? Con le dovute e ampie proporzioni, anche Hugo Maradona, dopo l’amichevole contro l’Inghilterra a Wembley del 1979, diede un consiglio a suo fratello Diego. Il Diego, allora 19enne, scartò diversi avversari prima di tirare e vedere il pallone uscire di poco. Hugo gli disse: «Dovevi saltare il portiere», e magari Diego avrà pensato: «Sai, magari la prossima volta lo farò». Sì, e sette anni dopo lo farà eccome.

Morale della favola: qualche volta seguire i consigli altrui, soprattutto se familiari, può rivelarsi una buona scelta.

Classe 2000. Scrivo di sport, soprattutto di calcio e del Napoli, come collaboratore e occasionalmente editorialista.

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