Alla Juventus manca un Andrea Agnelli che risponda per le rime a Marotta
Oggi il Beppe spadroneggia: parla, bacchetta, ben sapendo che in giro non c'è nessuno alla sua altezza. Con Agnelli in pista, non avrebbe fatto quel riferimento alla Juventus

Db Torino 25/08/2018 - campionato di calcio Serie A / Juventus-Lazio / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Andrea Agnelli-Giuseppe Marotta
Alla Juventus manca un Andrea Agnelli che risponda per le rime a Marotta
Giuseppe Marotta è il più politico tra tutti i dirigenti del calcio italiano. Si muove con la postura di un Giulio Andreotti. Ieri la sua uscita, in occasione di una riunione alla Lega Calcio, ha ricordato il divo Giulio. Ha ammesso l’errore del difensore Bastoni, questo l’incipit, e poi è andato giù duro su tutto il resto con il sorriso e mai valicando i confini istituzionali. Giorgio Chiellini? “È stato un mio giocatore, oggi è un dirigente giovane e inesperto: non mi permetto di dargli consigli”. Parole non offensive dietro cui si annida una sottile cattiveria. Roberto Saviano? “C’è il dispiacere come uomo: non so neanche chi sia e che ruolo rivista, non voglio dare importanza”.
Marotta accenna un sorriso solo come i decani del Palazzo sanno fare. Non si scompone, non alza i toni, tiene il punto. Parla e tutti lo ascoltano. È ormai entrato nel girone in cui pochi sono mai entrati. Se si vuole, sembra essere già pronto per un ruolo istituzionale nei palazzi della politica: è la sua ambizione si considera una risorsa per il Paese. Ministro di un governo di larghe intese sarebbe forse il vestito che gli si confa. La stima è trasversale, qualunque cosa tocca brilla. La sua Juve è stata vincente e con i conti in ordine, la sua Inter è tornata a primeggiare e forse avrebbe potuto farlo con più forza, se solo avesse avuto altre guide tecniche.
Marotta parla e nessuno gli replica. Sembra difficile che Chiellini possa farlo. Forse lo farà Roberto Saviano a cui il presidente dell’Inter ha già annunciato le vie legale: “Le dichiarazioni saranno prese in considerazioni dai nostri avvocati”. E questa, possiamo dire con dovizia di causa, non è stato un annuncio andreottiano. Ma tant’è.
Marotta oggi governa serenamente e spadroneggia nel calcio perché non c’è un’opposizione all’altezza che può ambire a guidare l’esecutivo del pallone. Può consentirsi di bastonare la Juventus con un episodio passato, sa benissimo che non ci sarà nessuno a replicargli. L’unico che di sicuro gli avrebbe potuto dare fastidio sarebbe stato Andrea Agnelli che per un decennio è stato forse il capo del calcio italiano ed è stato il capo dello stesso Marotta. Il figlio del dottore è in Olanda adesso, travolto dal caso plusvalenze e dall’affaire Superlega. Ma Andrea, per usare le parole di Marotta, è ancora giovane. Ha appena 50 anni. Di sicuro tornerà. Il calcio è la sua passione. E la Juve è il suo grande amore. Marotta è avvisato.











