Un confronto scientifico sarebbe utile per capirne di più sugli infortuni del Napoli
L'opinione di Sergio Sciarelli. L'obiettivo che l'allenatore e la società dovrebbero porsi con urgenza è quello di avere e dare una risposta al fenomeno

Dc Napoli 05/10/2025 - campionato di calcio serie A / Napoli-Genoa / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: esultanza gol Frank Anguissa
In un campionato purtroppo meno prodigo di gioie per i tifosi e di soddisfazioni per il tecnico e i calciatori, rimane senza risposte un interrogativo importante: la numerosità e la ripetuta analogia degli infortuni che hanno caratterizzato le alterne vicende del Napoli sono frutto di eventi casuali o causali? Si può, cioè, tirare in ballo il destino contrario o, invece, individuare una o più cause per il momento ignote?
L’obiettivo che l’allenatore e la società dovrebbero porsi con urgenza è quello di avere e dare una risposta a un fenomeno che, con gli ultimi infortuni di due giocatori fondamentali per l’assetto della difesa e per l’incisività dell’attacco, costringe oggi a giocare una partita decisiva per il prosieguo della Champions con una formazione rabberciata.
La risposta al quesito è essenziale per stabilire quali siano o possano essere i motivi di tanti infortuni, peraltro poco legati a traumi di gioco, e tanto collegati alla resistenza di muscoli e tendini dei giocatori. Per quale ragione, quindi, non ricorrere a specialisti esterni che possano aiutare a scoprire con quali interventi evitare, o almeno contenere in termini normali e tollerabili un fenomeno che, data la consistenza e ricorrenza, è semplicistico imputare al fato avverso? Perché, a questo proposito, non provare ad avvalorare le cause più spesso ipotizzate (un pessimo campo di allenamento, una preparazione atletica sbagliata, una anormale concentrazione delle partite, eventuali debolezze fisiche pregresse di calciatori acquistati a cario prezzo e destinati a fare i “panchinari”)?
Perché dunque non risalire alle vere cause (e alle conseguenti responsabilità) che è troppo facile attribuire a una sorte avversa? Un aperto e costruttivo confronto tra i sanitari della società e gli specialisti di medicina sportiva sarebbe, e sarebbe stato meglio organizzarlo da tempo, utile per rispondere in modo razionale, e non con mere supposizioni cabalistiche, a vicende di fenomeni che pesano sul presente e, ovviamente, condizionano il futuro del Napoli.











