Tre napoletani (truffatori) in Lapponia: “Ciao Rakas!” la nuova serie tv finlandese tra stereotipi e pizza all’ananas
Ne scrive il Corsera. Si intitola «Ciao Rakas!». Il protagonista, Genuini: «Il rischio del cliché c'è, va guardata con la dovuta leggerezza così nessuno si offenderà»

“Ciao Rakas” è una serie tv che va in streaming in Finlandia su tre napoletani (truffatori) che approdano in Lapponia. Ne scrive il Corriere della Sera con Barbara Visentin.
Scrive così il Corriere della Sera:
Cosa ci fanno tre ragazzi napoletani nel bel mezzo della sperduta Lapponia finlandese? Lo racconta «Ciao Rakas!» (ciao amore), miniserie italo-finlandese in quattro puntate che ha debuttato durante le Feste alla tv pubblica finlandese Yle (e sulla relativa piattaforma di streaming Yle Areena) e ha per protagonisti tre attori italiani: parlano in napoletano, sottotitolati in finlandese, e si ritrovano alle prese con una nuova cultura, compreso l’ingrato assaggio di una temibile pizza all’ananas made in Finland.
La trama è semplice e romantica, al limite dello stereotipo: il giovane truffatore Carmine viene informato di aver ricevuto in eredità dal fratello maggiore una baita in Lapponia, ma prima di poterla vendere deve viverci per almeno due mesi. Una volta arrivato sul posto, insieme a due amici, scopre che la morte del fratello potrebbe non essere stata un incidente e soprattutto conosce una bella allevatrice di renne della popolazione Sami, con cui immancabilmente scatta il colpo di fulmine.
Il protagonista è Erasmo Genzini, 34enne napoletano. Ovviamente è una serie tv in cui non mancano cliché e stereotipi, come sottolinea lo stesso Corsera:
Il pericolo, come hanno osservato anche alcuni spettatori finlandesi nei commenti social, è di cadere troppo nei cliché: l’italiano furbetto e disonesto, la pizza, manca solo il mandolino. Genzini ne è consapevole: «Il rischio c’è, ma è anche su questo che la serie si appoggia. Si è voluto raccontare la storia di tre giovani criminali di piccolo calibro napoletani, con una cultura palesemente approssimativa, ma resta la storia di quei tre ragazzi, quindi ovviamente né dei napoletani né degli italiani tutti», avvisa. Meglio, insomma, non prendere le cose troppo sul serio: «È una serie che va guardata con la dovuta leggerezza, che fa riflettere a tratti e che in altri fa sorridere — consiglia l’attore —. Vista con questi presupposti, nessuno si sentirà offeso».











