Fischiare Florentino Perez, chiedere che lasci il Real Madrid, rende l’idea di cosa siano i tifosi nel calcio

Ha vinto 37 trofei (se 7 Champions) in 25 anni di presidenza. Il tifoso divora ogni cosa, rivendica di non avere memoria. Il tutto in nome del presunto amore per la maglia

Real Madrid

President of Real Madrid Florentino Perez gives a thumbs-up to the fans ahead of the FIFA Club World Cup 2025 round of 16 football match between Spain's Real Madrid and Italy's Juventus at the Hard Rock Stadium in Miami on July 1, 2025. (Photo by Chandan Khanna / AFP)

I tifosi del Real Madrid hanno veramente fischiando Vinicius, Mbappé, Valverde, Bellingham, Alexander-Arnold. A questo punto crediamo sia vero quanto si dice sul non pensare mai a chi sta peggio. Parliamo di una squadra che in questo momento è seconda in classifica in Liga a -1 dal Barcellona che ha perso in casa della Real Sociedad. Che ha 35 scudetti. Che ha dichiarato quest’anno per la seconda stagione di fila più di un miliardo di ricavi. Che ha vinto quindici volte la Coppa dei Campioni/Champions League (record assoluto). E sette di queste quindici le ha alzate con Florentino Perez presidente. Forse uno degli uomini più potenti, vincenti e lungimiranti che il calcio abbia mai visto. Comanda la geopolitica del calcio. Eppure i tifosi contestano la stagnazione sportiva (ovvero non vincere la Champions) degli ultimi due anni, una temporanea cattiva gestione tecnica. Si tratta sicuramente di un uomo di potere e quindi non senza intrighi. Ma che sia aperta contestazione è quasi distopia, una supercazzola da Truman Show. Una follia.

Viviamo in una simulazione

L’anno scorso al Madrid si contestava un’assenza di impostazione tattica precisa. Insomma improvvisamente erano diventati giochisti. Non ne potevano più di vincere, volevano anche il premio della critica. Quindi ecco Xabi Alonso: ex giocatore del Real che aveva prima salvato il Leverkusen dalla retrocessione e poi condotto alla prima vittoria della sua storia in Bundesliga. Un successo storico cui va aggiunta la finale di Europa League persa contro l’Atalanta di Gasperini. Xabi aveva dato un’impronta chiara alla sua squadra. A Madrid volevano essere riconoscibili, come se non bastasse il palmarès. Eppure il Real Madrid ha presto iniziato a perdere di nuovo contro le grandi squadre, inclusa un’umiliante sconfitta per 5-2 contro l’Atletico di Simeone e una sconfitta contro un orribile Liverpool che aveva vinto solo un’altra partita in quel mese.

C’erano mormorii che i giocatori fossero infelici: Vinicius era il primo. Si parlava dei suoi capricci, dello stipendio non uguale a Mbappé (che però segna 60 gol a stagione). Poi la sostituzione nel Clàsico: i tifosi a gran voce chiedevano al club che fosse punito per la sua reazione. Ma si è posi saputo che il club aveva impedito ad Alonso di prendere provvedimenti in merito. E siamo all’altro Clàsico: il Real perde contro il Barcellona la Supercoppa di Spagna e Xabi Alonso viene mandato a casa. A cuni giocatori importanti si sarebbero lamentati di lui con Florentino. E per Florentino contano i calciatori non certo gli allenatori.

Ora i tifosi del Real Madrid sono diventati improvvisamente contrari al divismo di certi calciatori. Loro che hanno amato Cristiano Ronaldo. Sarebbe colpa dei giocatori se Xabi Alonso (che il pubblico amava, perché madridista – sì, nella Madrid del calcio sono puristi e accettano solo il loro pueblo) è stato esonerato.

E veniamo all’assurdo: voler mandare via Florentino Perez. Presidente che ha vinto 37 trofei in 25 anni e mezzo. Ecco quali.

  • 7 Champions League 

  • 7 Mondiali per club

  • 6 Supercoppa Uefa

  • 7 volte campione de La Liga

  • 3 Coppe del Rey

  • 7 Supercoppe di Spagna

A Madrid lo criticano. Lo hanno fischiato. Siamo oltre il delirio di onnipotenza di massa. Vogliono sempre vincere. È chiaro che chi vive un certo livello di calcio, voglia restarci perennemente e non sia mai pago. Eppure continua a suonare assurdo e incomprensibile quanto leggiamo, vediamo, sentiamo. Il tifoso non ha memoria né vuole averla. È al fondo una bestia che tutto divora, che passa sopra ogni cosa in nome del presunto amore per la maglia. Che vuole esserci solo nei momenti di festa. Quando le cose non vanno bene, vuole sentirsi libero di fischiare e sfogarsi.

29 anni, insegnante di lettere e latino al liceo, giornalista pubblicista dal 2022.

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