Quanto aveva ragione Sconcerti, oggi il giornalista sportivo è di fatto un giornalista tifoso
Ciascuno tira acqua al proprio mulino, proprio come ha detto Spalletti, allo scopo di favorire la propria parte e screditare le altre

Db Milano 28/07/2014 - presentazione calendari serie A stagione 2014-2015 / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Mario Sconcerti
Secondo alcuni il Napoli è la squadra più forte del campionato e, pertanto, la favorita numero uno per la vittoria finale (e se a fine anno arriva secondo “ha fallito!”) in quanto è campione d’Italia in carica e perché nel mercato estivo si è rinforzata tantissimo spendendo oltre 100 milioni. Anche se, per correttezza (o precisione, fate voi), andrebbe detto che il Napoli ha sì speso 115 milioni in acquisti ma ha anche incassato 126,55 milioni dalle cessioni, chiudendo la sessione estiva del calcio mercato con un saldo positivo di 11,55 milioni, a differenza di chi, invece, lo scorso anno è arrivato secondo soltanto per un punto e ha chiuso il mercato estivo con un passivo di 45,40 milioni.
Secondo altri, invece, il Napoli senza Conte in panchina sarebbe a metà classifica, dichiarazione che lascerebbe intendere che la rosa del Napoli è inferiore non solo a quella di Inter, Milan, Juve e Roma, ma anche di Bologna, Como, Atalanta e Lazio.
Altri ancora, dicono che il Napoli è obbligato a vincere il campionato in quanto ha il costo della rosa (monte ingaggi più quota ammortamento cartellini) tra i più alti d’Italia: peccato che costoro ignorano (o fingono di non sapere) che il Napoli, a differenza delle altre squadre di Serie A che spalmano il costo dei calciatori “in parti uguali” (ad esempio il 20% l’anno per cinque anni), adotta un piano di ammortamento a quote decrescenti (ammortamento accelerato) per cui il costo dei cartellini dei singoli calciatori viene spalmato, in caso di contratto quinquennale, come segue: 40% il primo anno, 30% il secondo, 20% il terzo anno, 7% il quarto anno, 3% il quinto (tra l’altro è proprio questo metodo che ha innalzato il costo del lavoro allargato e costretto il Napoli a fare mercato a costo zero il mese di gennaio).
Ciò, se da un lato assicura, in caso di cessioni, plusvalenze più alte, dall’altro comporta anche un costo della rosa decisamente più elevato rispetto alle altre squadre (il 90% in tre anni contro il 60% delle concorrenti), motivo per cui prendere il costo annuo della rosa come parametro per stabilire chi ha l’obbligo di vincere il campionato non solo è sbagliato ma anche assolutamente fuorviante.
Ciò accade in quanto oggigiorno il ruolo del giornalista sportivo (così come quello “politico”) è stato di fatto soppiantato dal cosiddetto “giornalista tifoso” e ognuno cerca, in un modo o nell’altro, di tirare l’acqua al proprio mulino e di screditare l’avversario di turno (nella fattispecie il Napoli), riportando notizie e informazioni parziali, al solo scopo di manipolare l’opinione pubblica.











