Pagelle – La stagione del quinto scudetto sognato è cominciata con De Bruyne e finisce con Vergara

Spalletti dà e Spalletti toglie. Conte non è Schettino che abbandona la nave. McTominay sbaglia un numero incredibile di palloni. Ma era lui?

Pagelle

Db Torino 25/01/2026 - campionato di calcio serie A / Juventus-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Rasmus Hojlund-Romelu Lukaku

Le pagelle di Juventus-Napoli 3-0, a cura di Fabrizio d’Esposito.

MERET. Onda su onda, per citare Conte novello Capitan Tempesta, il giovane Meret va a guardia della porta dopo tempo immemore e alla fine conta tre pappine più l’ausilio di Santa Traversa che lo protegge dal minore dei Thuram. Il ritorno è infausto, compreso qualche pasticcio pedestre – 5

DI LORENZO. Il popolo invoca un fallo sul Capitano dei Due Scudetti quando gli spallettiani buttano dentro la prima pelota. Giusto. Ma stasera nel deserto azzurro sommerso dallo tsunami bianconero non esistono né destra né sinistra né centro – 5

JUAN JESUS. Gli tocca il timone della difesa a tre ed è subito naufragio. E stronca ogni residua speranza con quel passaggio orizzontale e maldestro che manda in gol il turco teutonico. Bentornato Giovannino Gesù, come mi scrive Gaetano Quagliariello – 4

BUONGIORNO. A Meret battuto, fa un salvataggio incredibile sul quasi gol del portoghese mignon, dando l’illusione che il vento potesse girare le onde a danno dei bianconeri. Detto questo, stasera nessuno dei tre là dietro riesce a impostare qualcosa di decente e nel finale l’ex Corazziere restituisce alla Giuve il quasi gol salvato: serve con un rimpallo maligno di schiena la pelota del tre a zero al redivivo Kostic – 5

GUTIERREZ. Nella retorica del Napule che regge nel primo tempo – pur tirando una sola volta in porta e perdendo regolarmente ogni palla nella terra di mezzo – Michelino l’Ispanico produce il traversone del mancato rigore su Rasmus il Disperso. L’unico sussulto in 95 minuti. Non solo. Il Napule è un ospedale più che una squadra, e questo nessuno lo mette in discussione, ma gli acquisti di questa estate, King Kevin a parte e Zio Vanja indisponibile per stasera, sono tutti sani: Gutierrez, Elmas, Hojlund, Beukema, Marianucci, i bocciati Lucca e Lang. In tutto erano sette, poi diventati cinque. Insomma, non c’è solo la conta dei feriti – 5

BEUKEMA dal 73’. Un altro sano, pagato un botto di milioni, che entra per scarsi venti minuti. Mentre Giovannino Gesù sta al centro della difesa. Per dire che questa è una tempesta molto complessa – senza voto

LOBOTKA. Quando gli spallettiani lasciano giocare il Napule, ecco appalesarsi l’inutile giro palla azzurro con Rasmus sempre spalle alle porta. Un cortocircuito micidiale – 5

McTOMINAY. Sbaglia un numero incredibile di palloni. Ma era lui? – 4,5

SPINAZZOLA. Superfluo, senza alcuna utilità – 4,5

VERGARA. La stagione del Quinto sognato principia con De Bruyne e finisce con Vergara, paradossalmente l’autore dell’unico tiro in porta degli azzurri al 20’. In precedenza aveva perso tre volte palla, tentando di salire dalla difesa. Le sue chance le sta avendo ma non è un fenomeno – 6

LUKAKU. Lukakone Nostro finalmente riappare e sbaglia subito un gol – senza voto

HOJLUND. Spalle alla porta almeno non prende le onde bianconere in faccia – 5

ELMAS. Non ne ha più, il povero Macedone del Nord. Anche lui stasera sbaglia tanto – 5

GIOVANE dal 69’. Vai a capire se Capitan Tempesta lo voleva o no questo brazileiro dal cognome che si pronuncia con l’accento sulla “a” – senza voto

CONTE. Il mare non bagna Torino ma stasera il rivoluzionario in panca si trasfigura in un Capitan Tempesta contro le onde maligne del destino, degli infortuni, del giro palla senza sbocchi, degli acquisti sbagliati. Insomma, non è Schettino che abbandona la nave. Anzi proclama il contrario, che dalla barca non si scende. Anche se, a dire il vero, la canzone lauziana citata all’inizio suggerisce che dalla nave si può pure cadere e poi andare alla deriva. Perdipiù la congiuntura astrale favorita brerianamente da Eupalla vede il sospirato Quinto ammazzato dallo Sciamano Lucio, che a sua volta fu l’artefice del Terzo. Insomma, Spalletti dà e Spalletti toglie. Per fortuna, diciamo così, il tempo per riflettere non c’è, nella speranza di avere un mercoledì da ammazzaleoni – 5

ARBITRO MARIANI. Detto fin troppo del deserto azzurro, il rigore su Hojlund era netto e sull’uno a zero è comunque un errore che falsa la partita. Questa ossessione dell’arbitraggio all’inglese fatto in maniera arrogante e presuntuosa sta annichilendo l’utilità del Var, nel rinnovato segno di una discrezionalità fallibile e poco rassicurante – 3

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