Pagelle – Conte vara il Napoli 02, da prefisso telefonico milanese. E passeggia su quel che resta del sarrismo circense

Robotka è il fulcro della squadra. Juan Jesus trasformato dalla cura Conte. Sarri nel post-partita ci sorprende, abbandona il piagnonismo

Conte pagelle

Napoli’s Italian coach Antonio Conte (L) and Lazio’s Italian head coach Maurizio Sarri (R) greet each other prior to the start of the Italian Serie A football match between Lazio and Napoli at The Olympic Stadium in Rome on January 4, 2026. (Photo by Alberto PIZZOLI / AFP)

Le pagelle di Lazio-Napoli 0-2, a cura di Fabrizio d’Esposito.

MILINKOVIC-SAVIC. Alla voce del portierone serbo, il taccuino è perlopiù vuoto, in bianco. Gli autoctoni centrano la porta solo al novantesimo, ma l’ausilio di Santa Traversa sgonfia la paura. Insomma, Zio Vanja, fratellino di Sergej, un tempo idolo locale, prende solo acqua – senza voto

DI LORENZO. Il primo golazo di Zio Spina principia dal Capitano dei Due Scudetti che anticipa l’omologo tatuato della Lazio e poi va su Na-Politano: la destra storica del Napule ha ripreso il suo cammino – 6,5

RRAHMANI. Nella sequenza dei quattro zero a due in terra straniera, questa è la partita meno impeccabile di Amir condottiero della difesa, l’unico reparto che fa stare senza pensieri il rivoluzionario in panca. Nonostante la cabeza vincente del raddoppio, Rrahmani una volta si fa rapinare la pelota da Noslin (al 34’, proprio subito dopo il gol) e nella ripresa al 73’ dona un pallone sulla destra ai lotitiani nell’impostazione iniziale. Per non dire del giallo che costringe Conte a sostituirlo – 6,5

BUONGIORNO dal 78’. Senza voto

JUAN JESUS. In avvio vive un momento horror su Cancellieri che se lo pazzea e poi crossa per Noslin nell’area azzurra. Precisato questo, Giovannino Gesù torna tranquillo, solido ed efficace sia di testa sia coi piedi. Bravo anche nel portare la palla fino alla terra di mezzo. La sua quarta partita consecutiva e positiva è l’ennesimo, sommo indizio della bravura rivoluzionaria di Conte, uomo che sa capire e vedere i suoi giocatori durante la settimana – 7

POLITANO. Na-Politano is back, a proposito della bravura contiana. Due assist vincenti, il primo di destro con un traversone, il secondo col suo piede su punizione. E poi il solito pendolarismo con tanta e tanta corsa. Il migliore con Robotka – 8

LOBOTKA. È bene ricordare, ancora una volta, che il Napule da prefisso telefonico milanese (un segno benevolo e speriamo profetico) ammirato in Arabia e a Roma passando per Cremona, è diventato feroce e inarrestabile da quando c’è di nuovo il Caro Lobo. In questo mezzogiorno e mezzo di acqua, in cui Conte maciulla e umilia i resti del sarrismo con un possesso palla superbo e continuo, Robotka è l’uomo che valica (a proposito dell’Annibale citato da Conte sette giorni fa) puntualmente il centro laziale, anche grazie al lavoro sporco di Scott il Rosso. Tuttavia vive un un paio di minuti difficili intorno al 50’: dapprima il capitano tatuato degli autoctoni gli porta via la palla, indi sbaglia un appoggio nell’impostazione. Ma questo non toglie nulla al voto finale – 8

McTOMINAY. Più mediano che play, a conferma dello spirito di servizio inculcato dal maestro in panca. Prova anche a tirare da fuori area, ma gli vengono fuori due traiettorie mosce, decisamente mosce – 6,5

SPINAZZOLA. Sul taccuino, stavamo a metà di questa frase: “primo quarto d’ora senza sbocchi lì a sinistra”, quando ecco che lì a destra Na-Politano apre le acque come Mosè e gli serve una pelota sul lato opposto che lui butta in rete al volo e di destro. Magistrale. E non è l’unica volta che va al tiro – 7

GUTIERREZ dal 78’. Senza voto

NERES. La destra storica aggiornata col profeta David è un capolavoro contiano, soprattutto quando il brazileiro si dedica al suo funambolismo pragmatico, non fine a se stesso. E adesso una supplica a Eupalla che ce lo faccia ritrovare domenica sera in terra meneghina – 6,5

MAZZOCCHI dal 69’. “Tu a me, io a te con Marusic” ed è subito rosso. Conte si mette in mezzo (mentre Sarri guarda come se fosse uno passato lì per caso) e per fortuna ne esce incolume – 3

HOJLUND. Oggi il Napule è più laterale sulle fasce che verticale e così HojGol si gode un meritato riposo in vista delle altre sette partite di questo gennaio intenso – 6

AMBROSINO dall’86’. Senza voto

ELMAS. Con la complicità di Zio Spina, il Macedone del Nord riesce finalmente a dare sostanza alla sinistra che vuole Conte. Stavolta Elmas non è solo corsa: nel primo tempo è due volte pericoloso nell’area biancocelesti e poi al 38’ la sua cabeza viene rimbalzata dalla traversa di Provedel. Secondo tempo come il primo e altra occasione di testa. Ora che si è ambientato lì a sinistra dovrebbe lavorare parecchio sull’ultimo tocco, quello decisivo – 7

LANG dall’86’. Gli diciamo addio? – senza voto

CONTE. Quel che resta del sarrismo circense continua a smarrirsi in un crepuscolo triste e perdente come il comunismo reale di Breznev e lui mette un altro sigillo alla sua rivoluzione permanente e vittoriosa, laddove la spinta propulsiva non si esaurisce in albergo (e dopo aver conquistato il Palazzo d’Inverno) – 10

SARRI. Entra in queste pagelle non per meriti tecnici ma perché dopo la partita non ha pianto né cercato colpe altrui. Anzi. Rinnegando pure l’atavico vittimismo laziale, dapprima ha ammesso il divario tecnico tra le due squadre, indi ha detto che gli errori arbitrali non possono essere un alibi. Realismo sarrita, al posto del tradizionale piagnonismo – 7

ARBITRO MASSA. Il Napule avrebbe vinto anche senza il fallo di mano fischiato a Noslin – 7

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