Imbarazzante il dominio del Napoli, ha scherzato la Lazio: è finita 2-0 solo perché non ha voluto infierire
Gol di Spinazzola e Rrahmani. Il kosovaro e Juan Jesus i simboli di questo Napoli. Lazio nervosa per frustrazione. “Conte in tuta davanti a Sarri, poesia pura”

Napolis Kosovo defender #13 Amir Rrahmani (C) celebrates with teammates after scoring his team second goal during the Italian Serie A football match between Lazio and Napoli at The Olympic Stadium in Rome on January 4, 2026. (Photo by Alberto PIZZOLI / AFP)
Imbarazzante il dominio del Napoli, ha scherzato la Lazio: è finita 2-0 solo perché non hanno voluto infierire
È la cronaca di un dominio. Un match che nelle arti marziali sarebbe stato sospeso alla mezz’ora per manifesta superiorità. Sembravano squadre di diversa categoria. Il Napoli ha scherzato la Lazio. L’ha messa all’angolo e quando ha voluto, ha sferrato i colpi del ko. Peraltro con due esponenti della retroguardia: Spinazzola calciatore che sa fare tutto, anche gol, e Rrahmani che ha appoggiato in porta un cross di Politano (che aveva servito pure l’assist del primo gol). Partita chiusa al minuto 32. La Lazio nel primo tempo si è vista solo quando Rrahmani si è impappinato col pallone e stava mandando Noslin in porta. È finita 2-0 giusto perché gli azzurri non hanno voluto infierire, altrimenti sarebbe servito il pallottolliere. Il Napoli si è portato a 37 punti, a meno uno dal Milan in attesa di Inter-Bologna: il terzetto Napoli-Milano ormai è in fuga. Inspiegabile il nervosismo laziale, probabilmente per frustrazione visto che non c’è mai stata partita. La Lazio ha chiuso in nove (fuori Noslin e Marusic), il Napoli in dieci (espulso Mazzocchi). Nel finale, a partita ampiamente congelata, la Lazio ha colpito una traversa con Guendouzi.
Per una volta persino le statistiche hanno contribuito a rendere ancora più nitida la fotografia. Alla fine del primo tempo, 7-1 i tiri totali per il Napoli, 2-0 quelli in porta, possesso palla 69%. In un quadro di schiacciante superiorità, anche i lunari expected goals ci hanno azzeccato e il primo tempo si è chiuso 1,2 a 0,06. Calci d’angolo 4-1.
Il Napoli di Conte ha dato l’impressione (e non solo l’impressione) di essere una schiacciasassi che tritura gli avversari. È successo nelle ultime quattro esibizioni: le due di Supercoppa contro Milan e soprattutto Bologna, poi la netta vittoria a Cremona e oggi contro la Lazio. E Neres e Hojlund all’Olimpico non hanno segnato, non si sono nemmeno resi tanto pericolosi: il danese ha toccato appena sei palloni nel primo tempo e il brasiliano si è fatto male alla caviglia ed è uscito nella ripresa (speriamo che non sia nulla di grave). Il Napoli in questo momento è un collettivo armonico. Se proprio si vuole trovare il pelo nell’uovo, è che in questa formazione dei titolarissimi della Supercoppa sono pochissimi i nuovi acquisti dell’estate 2025: Milinkovic Savic, che comunque sta in porta, Hojlund ed Elmas che è un ritorno. L’inserimento dei nuovi sta procedendo con lentezza. Estrema lentezza. L’altro dato è che Juan Jesus ha rubato il posto a Buongiorno. La retroguardia Rrahmani-Juan Jesus è forse l’immagine di questa vittoria: il manifesto anti-rottamazione (nel senso del Renzi che fu).
Il Napoli del secondo anno è stato un continuo work in progress ed è fisiologico che in un processo di crescita ci siano momenti di caduta. È accaduto spesso quest’anno, con sconfitte che lo scorso anno difficilmente sarebbero arrivate. I ko in casa del Torino, dell’Udinese, e in Champions contro Psv e Benfica. Quando vuoi crescere, devi metterlo in conto. Si procede per scosse d’assestamento. E fin qui non abbiamo accennato ai tantissimi infortuni che ancora stanno affliggendo la squadra di Conte. Sono ancora fuori De Bruyne, Anguissa, Gilmour, Lukaku, Beukema. Ed è appena rientrato Meret, oltre a Olivera e Gutierrez.
Della partita in sé c’è davvero poco da dire. La cronaca la lasciamo a chi ama maramaldeggiare. Ricordiamo che il primo gol è arrivato dopo appena 13 minuti. Per Spinazzola, stesso stadio, stessa porta: solo la squadra è diversa. Lo scorso anno la Roma, con un pregevole pallonetto, stavolta la Lazio. Ha appoggiato di destro in porta su assist di Politano. Anche il finale è stato diverso. Lo scorso anno, nel finale, la rete di Angeliño aprì una crisetta negli uomini di Conte, minò qualche certezza di quella squadra che avrebbe poi vinto lo scudetto. Il secondo gol, come detto, di Rrahmani di testa. Il Napoli ha colpito anche una traversa con Elmas tanto generoso quanto impreciso in qualche appoggio decisivo: non si può avere tutto dalla vita. Sarri ha schierato Noslin in attacco (Lotito gli ha venduto Castellanos, non che sia una grave perdita eh) che lo scorso anno fece a pezzi il Napoli B in Coppa Italia.
La ripresa è stata un pro forma. È servita giusto a Noslin per farsi espellere, poi seguito da Marusic e Mazzocchi. E – come detto – a far preoccupare il Napoli per la caviglia di Neres. La chiosa la affidiamo a Venio Vanni: “Conte in tuta davanti a Sarri, poesia pura”.











