Caro Yildiz, Platini non avrebbe mai lasciato il rigore a David

Solo lui sa se non ha calciato il rigore per buonismo o per paura. E a nostro avviso è più grave la prima ipotesi: i fuoriclasse o sono feroci o non sono

Yildiz

Mg Torino 03/01/2026 - campionato di calcio serie A / Juventus-Lecce / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Kenan Yildiz

Caro Yildiz, Platini non avrebbe mai lasciato il rigore a David

Nel post-partita di Juventus-Lecce 1-1, Luciano Spalletti ha parlato anche del rigore sbagliato da David. E ha detto:

«Io sto con i miei calciatori, con quelli che hanno fatto battere il rigore a David e con lui che l’ha calciato: se la prestazione sarà questa qui, di partite qualcun’altra le porteremo a casa. Il rigore? Lo dovevate battere voi – replica a Dazn -, David è un rigorista, che li batte benissimo: aveva fatto la scelta giusta, ma non è riuscito ad alzarla quei 15-20 centimetri per superare la figura del portiere». E poi la stoccata più feroce: «E se l’avesse sbagliato un altro? Forse anche chi non l’ha tirato aveva un po’ di timore, si decide lì per lì: probabilmente la prossima volta interverrò anch’io, perché ogni tanto mi garba anche decidere, ma è difficile andare a smucchiare. Succede così nell’emotività della partita: secondo me non è stata una concessione dei compagni per farlo segnare e basta».

La frase chiave è: «Forse anche chi non l’ha tirato aveva un po’ di timore».

Perché la questione è molto semplice. E facciamo il discorso solamente per Yildiz (Locatelli ci perdonerà ma la sua carriera non dipenderà mai da un rigore calciato o non calciato: la sua carriera quella è).

O Yildiz aveva paura di calciare quel rigore, ed è un problema enorme. Perché se hai timore di calciare il rigore al 65esimo di Juventus-Lecce che era sull’1-1, vuol dire che tanto lontano non andrai. Oppure sei davvero buono d’animo, altruista. Ed è un problema forse ancora più grave. Perché un fuoriclasse non può essere buono né tantomeno buonista. Sì Maradona non era egoista in campo ma i rigori li tirava sempre lui. Come le punizioni da destra. Erano sue. Punto.

Michel Platini non avrebbe mai lasciato il rigore a David. Il fuoriclasse va sul dischetto e tira. Possibilmente segna. Ma soprattutto tira. Soltanto Yildiz sa se non ha calciato per bontà d’animo o per timore. Di certo il turco dovrà decidere presto cosa diventare, anche se ha 20 anni. Vuole essere un buon giocatore o un fuoriclasse? I fuoriclasse quando il gioco si fa duro, cominciano a giocare. E a tirare i rigori. Lo fanno nelle finali di Champions, nelle partite che valgono i campionati. Figuriamoci contro il Lecce. Yildiz ci sembra un calciatore dal cuore tenero. Troppo altruista. È vero che adesso soffia un vento nuovo nel calcio italiano. Chivu conduce la sua battaglia sulle polemiche extra-calcio. Ma non ci sembra un allenatore poco feroce dal punto di vista agonistico. Non potrebbe fare l’allenatore.

Yildiz deve diventare egoista. E deve farlo anche rapidamente. Egoista in modo sano e feroce allo stesso tempo. Deve calciare lui i rigori e le punizioni (e se possibile segnarli). Se vuole salire di livello, entrare in un’altra dimensione. Altrimenti può rimanere nella categoria dei talentuosi. Per carità, non è poco. Ma siamo nel girone degli ornamentali. La storia del calcio è altrove.

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