Secondo “L’Equipe”, a differenza di Alcaraz, con il suo atteggiamento da “cane rabbioso, che abbatte tutti i birilli”, “Sinner non lascia nulla al caso. Con lui è la ragione a dominare”

Jannik Sinner è approdato ai quarti dell’Australian Open battendo Khachanov per 6-4/7-5/6-3. Prosegue l’ottimo periodo di forma del tennista altoatesino, sulla scia dell’ottimo finale della scorsa stagione che lo ha visto protagonista alle Atp Finals e in Coppa Davis.
“L’Equipe” propone un’analisi di come il ventiduenne abbia fatto a migliorare fino al punto da dominare la prima settimana degli Australian Open (è l’unico tra i primi tre otto tennisti al mondo a non aver perso neanche un set).
Sinner pensa constantemente a migliorarsi
Una delle ragione è sicuramente che “pensa sempre a migliorare il suo gioco“.
“Sinner non lascia nulla al caso. Con lui è la ragione a dominare. Lo ha dimostrato per la prima volta nel 2021 quando, a metà stagione, ha modificato il suo servizio. Insoddisfatto delle sue prestazioni, è passato da una tecnica a staffetta di appoggio (il suo piede posteriore si è avvicinato a quello anteriore durante il lancio) a una tecnica di appoggio fisso (i suoi piedi sono leggermente più vicini e rimangono nello stesso posto fino all’impulso). Sappiamo che anche lui cerca di utilizzare al meglio il suo cervello e nulla è lasciato al caso“.
«Lavoro con Formula Medicine. È qualcosa di un po’ diverso perché non si basa su scambi faccia a faccia, confida facilmente. Lavoriamo con un computer che calcola quanto usi il tuo cervello. Quindi, ti aiutiano a renderlo il più automatico possibile, in modo che le decisioni richiedano meno tempo e mettano a dura prova il tuo cervello. E’ molto diverso dal lavorare con un mental coach in cui si tratta principalmente di trovare soluzioni. Lì cerchiamo di capire cosa sta succedendo e perché».
Un modo anche per eliminare lo spreco di energie mentali, soprattutto dopo una sconfitta o addirittura un punto perso. Non è l’approccio più romantico al tennis, ma funziona.
Un altro elemento: la gestione del calendario
Un’altra considerazione emersa nel 2023 è stata la gestione del calendario. Sinner sottolinea questo aspetto sottolineando che il suo successo di fine stagione deve molto a questo nuovo approccio.
L’italiano continua a crescere nel circuito.
«A 22 anni si può solo progredire» assicura.
«Due stagioni fa, dovevo conoscere meglio il mio corpo. La scorsa stagione il lavoro era più mirato e penso che fosse la cosa giusta da fare. Nella seconda parte della stagione ero mentalmente forte. Quando le cose non andavano a mio vantaggio, non mi lamentavo. Sono i piccoli dettagli che fanno la differenza. Onestamente penso di poter essere orgoglioso del lavoro svolto con la mia squadra. Ci capiamo sempre meglio e questo è molto importante. Ho anche potuto giocare grandi partite su campi grandi durante tutto l’anno e questo è qualcosa che aiuta a costruire esperienza».
A differenza di Alcaraz, che in campo ha avuto un “atteggiamento da cane rabbioso, che abbatte tutti i birilli“, Sinner è più simile a un “giocatore di scacchi che pianifica le sue mosse in anticipo“.
«L’importante è non giocare bene nell’arco di una stagione. Non possiamo accontentarci di questo. Devi giocare bene in tutte le stagioni e riuscirci fino a 35, 36, 37 anni. E, allo stesso tempo, sentire che il corpo è sempre lì».
Un progetto di carriera che evoca quello di un certo Novak Djokovic.