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Gattuso: “Rosico, la Juve è un cantiere aperto, non ci hanno fatto partire”

A Sky: «Avevo la sensazione che facevo giocare la stessa squadra che ho fatto giocare oggi e me l’andavo a giocare»

Gattuso: “Rosico, la Juve è un cantiere aperto, non ci hanno fatto partire”

Il tecnico del Napoli Rino Gattuso ai microfoni di Sky dopo la scoppiettante vittoria per 4-1 contro l’Atalanta

Se l’aspettava?

«No, perché so che tipo di squadra è l’Atalanta. Oggi l’abbiamo preparata bene, abbiamo cercato il 4 contro 4 in avanti, Osimhen ci dà una grandissima mano. La squadra che ho visto ha una grande mentalità e una grande voglia di andare a conquistare palla. L’Atalanta è una di quelle squadre che può vincere il campionato, un’altra squadra oggi ne prendeva 6 o 7 e questo dimostra il valore di questa squadra»

Questa vittoria segna una svolta?

«È presto perché combattiamo con un virus che si chiama covid che non ti fa stare tranquillo. Dobbiamo fare gli scongiuri che non succeda nulla. Stiamo adottando un modulo nuovo e dobbiamo migliorare su tanti aspetti. È una squadra forte ma dobbiamo andare avanti»

Più contento per il gol di Lozano o di Osimhen?

«Per Osimhen per la mole di lavoro che sta facendo ci sta dando tanto. A Parma ce l’ha fatta vincere lui, ci ha fatto cambiare il modo di tenere il campo. Per un attaccante e per tutto quello che fa è giusto che la metta dentro»

Ha pensato peccato  non aver giocato contro la Juve?

«Siccome non mi fanno parlare perché a io sono quello più incazzato di tutti perché la Juve è una squadra in costruzione ed è un cantiere aperto, avevo la sensazione che facevo giocare la stessa squadra che ho fatto giocare oggi e me l’andavo a giocare»

«Sono arrabbiato perché non ci hanno fatto partire, noi alle 7 meno cinque eravamo sul pullman quando sento dire che non volevamo partire non è la verità lo posso dire»

Anche in società volevano giocare?

«Quando io parlo parlo con la società, è il presidente è Giuntoli Con la società eravamo rimasti che la partita si giocava nessun problema»

Sull’asse Koulibaly-Bakayoko-Osimhen
«Kalidou ha dimostrato per tantissimi anni di essere uno dei migliori, è impressionante quando sta bene. Certe volte si complica troppo la vita, ma resta un campione. Bakayoko è un giocatore forte, tecnicamente ha un gioco tutto suo ma se ci si mette riesce anche a mandarti fuori giri saltando l’uomo. Victor invece è il giocatore che ci mancava, sono innamorato di lui. Non sarà un grandissimo goleador ma ti fa reparto da solo. Devo ringraziare De Laurentiis e Giuntoli che me l’hanno preso»
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