Empoli-Napoli 2-1, pagelle / Meret e la solitudine dei numeri uno

Koulibaly inguardabile. Ounas scialbo ed egoista. Mertens e Fabian gli unici a scuotere dal torpore di una sconfitta così deprimente

Empoli-Napoli 2-1, pagelle / Meret e la solitudine dei numeri uno

MERET. La solitudine dei numeri uno. Il giovane Meret galleggia solingo ben oltre la soglia della sufficienza: senza le due uscite su Caputo e Farias il sacco delle pappine prese sarebbe stato più pesante. In più, sul primo gol, la deviazione manesca di San Piotr lo spiazza del tutto – 7

Nell’orrida fotografia della partita lui si staglia sullo sfondo come un gigante – 7

MALCUIT. È ora che Riccioli d’oro, Ilaria cara, si assuma le sue responsabilità e prenda una decisione sulla sua chioma: se la tagli, come già il risorto rasato Verdi. Per il resto, corre sulla fascia destra come in un vicolo cieco e a Farias consente di fare il comodo suo e di segnare – 5

Imbarazzante in più di un’occasione in fase difensiva, dove è perennemente in affanno. Bisogna aspettare il 45’ per vedere un’incursione in velocità sulla fascia, anche molto bella, poi, arrivato al dunque, invece di inventarsi qualcosa di utile, la tira alta. Da segnalare che Di Lorenzo, in occasione del gol, si mangia e beve sia lui che Allan. Poco ci mancava che li usasse anche come stuzzicadenti per togliersi i residui di cibo dai canini – 4,5

VERDI dal 76’. Va ad ingolfare senza costrutto la tre quarti avversaria – senza voto

E chi lo ha visto… – sv 

LUPERTO. A Empoli ritrova solo amici, il cuore s’intenerisce e le gambe diventano molli – 5,5

In effetti, alla fine della partita è stato bello vederlo salutare e abbracciare tutti, mentre i nostri entravano a capo chino nello spogliatoio. Devo riconoscere, però, che la testa di Luperto può restare alta perché è stato lui il più attento della nostra linea difensiva. Merita almeno la sufficienza – 6

KOULIBALY. La testa è altrove per tutti e in particolare per il nostro Maciste Nero. Per vincere in campionato, in questa situazione, non è sempre facile trovare le giuste motivazioni e così capita pure di annaspare dinnanzi a una provinciale che fa la partita della vita. E Kalidou sbaglia persino i passaggi a Meret. E abbiamo detto tutto, Ilaria – 5

Le macchie più evidenti sono due: quando si perde Caputo (e prende giallo) e  quando perde pure una palla clamorosa e avvilente al 72’. Ma di defaillances ne potremmo elencare tante. Spesso sorpreso alle spalle in modo disarmante, è assolutamente inguardabile – 4

MARIO RUI. Sale sempre sul motorino e fa avanti e indietro, ma in difesa è un asintoto che tende a meno infinito, per dirla in tristi termini matematici – 5

Una scheggia di vivacità in un abisso di apatia – 6

CALLEJON. Il Capitano s’immola finanche da terzino destro: paga però la svogliatezza corale del Napule, in una strana serata toscana – 5,5

Si impegna, ragiona, prova a raggiungere ogni palla e in parte ci riesce. Mi piace quando finisce terzino – 6

ALLAN. Stasera il centrocampo azzurro è un buco nero, una voragine. E il Marziano nostro buonanima ci cade dentro per novanta minuti – 5

Non è che non si sia impegnato, è solo del tutto privo di energia, classe, cattiveria agonistica e qualsiasi altra cosa serva a mordere le caviglie e a fare risultato – 5

ZIELINSKI. Gli tocca la cabina di regia ma San Piotr va meglio quando punta la rete. La cagliosa del pareggio, alla fine del primo tempo, è ormai una specialità della ditta. Nella ripresa, al 65’, potrebbe pareggiare di nuovo. Peccato – 6

Ma che bello quel gol, Fabrizio! Si allunga un po’ la palla, partendo quasi da fermo, e da 25 metri trova il pareggio. Oltre a questo, Piotr è stato uno dei più belli da vedere (non che ci volesse granché) – 6,5

YOUNES. Un tiroaggiro al 18’ è l’unica cosa concreta che combina: è uno spettro che s’aggira senza impaurire nessuno – 5

La fantasia certo non gli manca, ma non ha il fisico per vincere i contrasti – 5

FABIAN RUIZ dal 57’. L’ingresso dell’Aquila Fabian scuote un po’ il torpore generale ma svanito l’effetto novità i compagni riprendono il sonno caotico e sterile di questa trasferta – 6

È esattamente come dici tu. Entra e spezza subito il torpore e la pietà della partita. Più che altro ti ritrovi a guardarlo e a pensare che c’è ancora un domani. Giurerei di aver visto alcuni dei nostri guardare le volate e la cattiveria fisica di Fabian e pensare: “Ma perché questo si dà così da fare?”. Poi deve averli guardati in faccia lui e aver capito che al malato, ieri andava staccata la spina. Del resto era sempre solo, non è che poteva fare miracoli – 6

MILIK. La mia cara Fred Vargas, Ilaria ritrovata, ha scritto un giallo intitolato “L’uomo a rovescio”. Ecco, stasera Sant’Arcadio mi ha rimembrato quel titolo del passato. Sta perennemente spalle alla porta e l’unico portiere che guarda, da lontano, è l’amico Meret – 5

Non è stato l’unico a farlo, Fabrizio, ma credo sia un merito dell’Empoli averci ridotti in questo stato. Intorno a Milik, comunque, c’era il deserto, anche in virtù di quanto dirò alla voce successiva – 5  

OUNAS. Alla fine del recupero nel primo tempo potrebbe fare davvero la seconda punta e segnare addirittura il vantaggio. Ma non succede e Ounas ritorna a perdersi nei suoi ghirigori – 5

Su quel velo di Milik che gli ha servito una palla meravigliosa sarebbe stato da prenderlo a paccheri per la leggerezza con cui ha provato il tiro. Poi c’è l’occasione del gol mancato che dici tu. Ma quello che più mi ha colpita di Ounas è il suo egoismo. Confrontalo con Mertens e ti rendi conto che Dries lavora per Milik, in un’intesa perfetta finalizzata a creare occasioni gol e concluderle. Ounas, invece, si fa semplicemente gli affari suoi, come se stesse lì per caso e volesse fare gol, come su un campetto di periferia. Scialbo e irritante – 4

MERTENS dal 57’. Inocula energia e scatti ed è lui a dare finalmente una palla decente a Milik – 6

Cosa che non fa che confermare quanto scritto alla voce Ounas – 6

ANCELOTTI. Re Carlo è una leggenda e ha già capito quello che è successo a Empoli, la Betlemme dell’estetica sarrita. Certo, è stata una questione di testa e di motivazione ma la frase di Carletto è già aforisma: “Non esistono sconfitte fisiologiche” – 7

Questa cosa delle motivazioni non si può sentire. È deprimente. E giustifica il distacco che c’è tra la Juventus e il Napoli. Manca la testa, manca la fame, manca la continuità. È incomprensibile aver perso così e lo è ancora di più dopo il risultato di Roma. il Napoli è entrato in campo, nella ripresa, e subito ha incassato un altro gol: qualcosa non ha funzionato nel discorso dello spogliatoio. Ancelotti non la aveva sicuramente preparata così, come ha anche dichiarato dovrebbe assoldare un buon psicologo per capire che problema ha il Napoli – 5,5

ARBITRO DOVERI. Nulla da segnalare – 6

Io sì: Milik si è rialzato subito, non ha chiamato il rigore, perché dargli il giallo? – 5,5 

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