Napoli-Samp 3-0, pagelle / La psicologia paterna di Re Carlo cancella l’anomalia di Milano

Kalidou libero gladiatore, Callejon serial killer. L’abbraccio di Lorenzo. La maestosità di Marek

Napoli-Samp 3-0, pagelle / La psicologia paterna di Re Carlo cancella l’anomalia di Milano

MERET. La Samp è un fantasma che aleggia e che raramente prova a materializzarsi ma Meret non si spaventa mai. Unico sussulto, un tiro di Saponara al 61’ che para con comodo. Do you remember Saponara, dear Ilaria? Struggenti rimpianti dell’empolizzazione che fu – 6

Ti sei fatto distrarre da Saponara e hai passato sotto silenzio l’intelligente uscita dai pali (74’) a fermare Quagliarella, che già Maksimovic aveva un po’ contribuito a rallentare – 6  

HYSAJ. Ecco, nemmeno il tempo di nominarla, l’empolizzazione, che si rivede l’onesto faticatore albanese. Il taccuino riporta sensazioni ed episodi contrastanti. Qualcosa di buono in fase di uscita (il tunnel a Jankto è degno di menzione) e varie esitazioni in quella difensiva, la più grave al 42’ quando Q lo Stabiese se ne scappa – 5,5

“Tunnel” e “Hysaj” nella stessa frase meritano almeno la sufficienza – 6

MAKSIMOVIC. Re Carlo fa psicologia paterna e basica e lo rimette accanto a Kalidou dopo l’incubo polacco nelle nebbie meneghine di martedì sera. E il Corazziere Serbo si mostra dapprima titubante poi più deciso. È in via di guarigione, mentalmente – 6

Sulla psicologia paterna di Re Carlo torniamo dopo. Intanto, c’è da segnalare che Maksi si trova davanti a Quagliarella, al 52’, che rischia di andarsene come fece Piatek e stavolta, però, fa quello che deve fare. Dunque Re Carlo ha ragione (e uno) – 6

KOULIBALY. Un Gigante tanto per cambiare, che non solo spazza via, sovrasta tutti con la cabeza e avvia il gioco, ma come sovente capita si butta avanti con grande cognizione di causa. Mostruosa la chiusura su Saponara al 56’ e la successiva cavalcata verso l’area doriana, E potrebbe segnare ben due volte – 7

Anche lui, come il compagno di reparto, ha un paio di paccheri da togliersi dalla faccia. La differenza è nella classe: KK è inarrivabile. L’impressione è che giochi tutta la partita con un unico pensiero nella testa “mo’ vi faccio vedere io”. E infatti si manifesta in tutta la sua sontuosità. Esordisce al 5’, quando è da un suo cross lanciato in attacco che scaturisce il primo angolo per il Napoli. Precisa e pulita al millimetro sulla palla la chiusura su Quagliarella al 31’: è come se vedessi un camion lanciato a tutta velocità venirti addosso e poi una manina dal finestrino che spunta a farti una carezza. Al 69’ straordinario nello strappare palla all’avversario e arrivare direttamente in porta. All’85’ ancora pericoloso trasformato in ala destra, tanto da costringere Audero a parare in due tempi. Io direi che merita forse un voto in più. Per non parlare del “Kalidou” urlato dai pochi (ma buoni: meno male che esistono) del San Paolo al momento di tirare il rigore: valeva il biglietto della partita insieme alla standing ovation per Marek) – 8

MARIO RUI. Più ordinato e meno scapigliato nella corsa. Il risultato sono tanti cross e un’accorta sorveglianza in difesa. Anche lui va al tiro e ne imbrocca uno affilato e angolato che Audero sventa – 6,5

Una bella bombetta quella che al 38’ Audero manda in calcio d’angolo! – 6,5  

CALLEJON. Un assistente implacabile, con rasoiate che squarciano il ventre della retroguardia della Samp. Due assist per due gol. Un serial killer il nostro Callejon – 7

Sembra avere piedi magici e ali sui calzettoni tirati su fino alla coscia, suo segno distintivo. Portentoso, torna a brillare come oro. Splendido il modo in cui protegge la palla prima di trovarsi comodo nello spazio necessario a passarla a Milik per il gol. Continua a recuperare palloni fino agli ultimi secondi – 8

ALLAN. In un bel servizio ieri sera a “Rabona” e dedicato alla vita da mediani, Giulio Spadetta ha elencato tutti gli appellativi per questo ruolo, dall’usurato “mastino” in giù. E stasera Allan mi ha ricordato un guerriero che si rimette l’armatura dopo un colpo in battaglia. Non ancora al meglio, ma c’è – 6

Non è che ci volesse molto a fare meglio di Milano, credo. Per me è ancora lontanissimo dai suoi standard. La sufficienza è solo rasentata – 6

HAMSIK. Onore alla maglia, onore al Capitano. Cara Ilaria, è l’ora della solennità, della retorica marziale per il saluto finale a Marek, con lacrimuccia sincera e limpida. Il congedo è una partita di grande livello, con una perla su tutte: quell’apertura suberba per Callejon al 25’, viatico per il gol di Milik. La Cina è vicina. Addio mio Capitano – 10

Ha giocato una partita così bella che il mio voto è scevro da sentimentalismi. Sai che ho sempre amato Hamsik, e la fitta al cuore per il suo quasi-addio è dirompente, ma proprio per questo ci tengo a dare un giudizio oggettivo di quello che è voluto essere il suo saluto. Quell’apertura per Callejon è stata la cornice del quadro. Io credo che mai più esisterà (leggi che noi vedremo) un giocatore capace di tanta eleganza, intelligenza e classe. Lo stile Hamsik non si compra al mercato. Il mio voto è solo per la partita, oggi: perfetta – 8

DIAWARA dal 73’. Sciolto e sveglio da subito – 6

Giocare gli fa bene – 6

ZIELINSKI. È ritornato il San Piotr d’inizio campionato, quando faceva ancora caldo e lui spaccava. È il più in palla, il migliore. Spezza e crea e tira. Grandiosa la performance personale al 41’. Speriamo si sia risvegliato per sempre dal grigio letargo invernale. Perdipiù Re Carlo gli dato la patente di “fuoriclasse” – 7,5

Al 9’ un bel tacco per liberare Mario Rui pressato dagli avversari e inizia una bella azione che Callejon prova a finalizzare senza successo. Al 37’ troppo impulsivo sulla bellissima palla che gli serve Insigne, a sua volta imbeccato da Callejon. È da una sua bellissima giocata che parte l’azione per il gol di Insigne. Un errore al 55’, quando non controlla bene la palla. Non male – 7,5

INSIGNE. ‘O criaturo, detto beninteso con amore e trepidazione, ha ritrovato finalmente la pazziella del gol nascosta sotto all’armadio e va subito ad abbracciare papà Carlo in panca. È la prima commozione (non cerebrale, ovviamente) della serata. Lorenzo si è ripigliato e sigilla il minuto micidiale in cui il Napule stende la Samp. Gran gol – 7

È in quell’abbraccio in cui si lancia senza remore e completamente abbandonandosi alla riconoscenza che sta tutta la psicologia di Re Carlo. E lo ammette lo stesso Lorenzo nel post-partita. È stato lui forse quello a cui Ancelotti ha riservato più fiducia fin dall’inizio. E lo scugnizzello vi si abbandona per primo. Re Carlo, come detto prima, ha ragione (e due) – 7  

VERDI dall’83’. Entra e batte un rigore, grande prova di nervi, seppur sul due a zero – 6,5

Ancelotti lo mette in mezzo e lui, con quello sguardo un po’ così, ripaga con una gran bella freddezza – 7

MILIK. Cagliosa dal basso verso l’alto, sontuoso compimento della giocata del Capitano e della rasoiata di Callejon. Segna pure un’altra volta alla fine di un’azione interminabile ma uno dei tocchi era di Maksimovic in fuorigioco. Altra occasione all’87’ ma Audero gli nega la doppietta – 7

Una bella affinità con Insigne – 7  

OUNAS dal 90’. Senza voto

Idem – sv

ANCELOTTI. L’anomalia è stata martedì sera a Milano. Al contrario la normalità è questa. La sua rivoluzione prosegue e il nuovo inizia a consolidarsi sul vecchio. La partenza del Capitano, Ilaria, credo s’inserisca in questa metamorfosi, sbocciata dopo il girone di andata. E stasera abbiamo restituito alla Samp le tre pappine dell’andata – 8

Sono commossa e ammirata dalla psicologia devastante di quest’uomo, che va ben oltre qualsiasi schema o modulo calcistico. La fermezza in cui crede nell’altro. Il valore che dà alla fiducia. Il modo in cui viene ripagato. Alzo le mani e mi inchino – 8

ARBITRO PAIRETTO. Con quel cognome un po’ così, ogni volta che arbitra il Napule si comporta bene. Bisogna ammetterlo – 7

Direi perfetto – 7

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