Il mercato del Napoli in cifre: crescita continua e conti in ordine

All’inizio della sessione di mercato, un recap statistico sulle spese del Napoli: negli ultimi nove anni, esposizione di 138 milioni e valore della rosa cresciuto del 336%.

Il mercato del Napoli in cifre: crescita continua e conti in ordine

La svolta del 2011

Ricomincia il calciomercato. La sessione invernale dello shopping dei sogni riapre i battenti e ci terrà compagnia per le prossime quattro settimane.
Lo storytelling intorno alla Ssc Napoli è molto sorprendente. Tanti tifosi stanno già facendo sentire la loro voce via social per affermare spaventati che il Napoli solitamente di mercato ne fa poco e male, almeno secondo i loro gusti. Ripercorriamo quindi la storia di questi ultimi 9 anni con i dati resi disponibili dal sito tedesco specializzato Transfermarkt.

Nel lontano 2010-11 la società azzurra possedeva un parco giocatori del valore di 128 milioni di euro. A fine stagione il valore della rosa sarebbe aumentato a circa 147 milioni, sia grazie al mercato invernale che ai risultati sportivi (terzo posto in Serie A e prima qualificazione in Champions League). Da quel momento in poi per il Napoli c’è stata una escalation costante nella valorizzazione della propria rosa, in buona parte per l’acquisto di calciatori di valore, per il resto grazie al lavoro degli allenatori che si sono succeduti sulla panchina azzurra e che, con i risultati, hanno accresciuto il valore di mercato del parco giocatori.

La rosa del Napoli, oggi

Oggi la rosa del Napoli vale 559 milioni di euro, ben il 336% in più di 9 anni fa, la crescita più alta tra le squadre che negli ultimi 9 anni hanno sempre militato in serie A. Ma analizziamo meglio in dettaglio l’evoluzione dei valori di mercato del Napoli (in tutte le tabelle sottostanti i valori economici mostrati sono in milioni di euro):

Questa successiva tabella mostra l’esposizione finanziaria del Napoli stagione per stagione (somma del mercato estivo ed invernale)

Come si può notare, solo tre volte su nove il mercato si è chiuso con saldo attivo. Nel mercato pre 2012-13 il leggerissimo attivo fu dovuto alla cessione di Lavezzi, nel 2016-17 alla rescissione con Higuain, nell’ultima sessione all’addio di Jorginho. Nel mercato culminato con la cessione di Cavani (2013-14), il Napoli finì invece per spendere più di quanto incassato. Fu la campagna acquisti che costruì l’ossatura della squadra che vediamo da qualche anno vincere spessissimo, solo meno della Juventus, ma ben più delle regine d’agosto Inter, Milan e Roma che analizzeremo successivamente.

In tutto ciò il saldo negativo totale di 138 milioni di euro ha contribuito ad una rivalutazione generale di ben 421 milioni di euro in 9 anni. Segno evidente che il Napoli sa investire benissimo sul mercato, sceglie i calciatori giusti, e di quanto la maggioranza di essi trovino nel Napoli la loro massima valorizzazione.

Le altre

Tanto per fare qualche esempio, negli stessi 9 anni le campagne acquisti dell’Inter, infarcite di “finanza creativa”, prestiti, cessioni a prezzi fuori mercato e tanti addii prestigiosi, hanno prodotto un saldo negativo di 184,6 milioni di euro, ma con una crescita del valore della rosa di soli 214 milioni di euro. E con appena una Coppa Italia, una Supercoppa e un Mondiale per club, tutti trofei vinti nel 2010-11 e quindi figli dell’ultimo periodo d’oro nerazzurro. Da allora in poi più nulla, neanche un piazzamento significativo in Serie A.

La Roma, grazie alle cessioni tanto eccellenti quanto dolorose a cui è stata costretta, ha chiuso questi anni con un saldo di mercato quasi pari, e ciò non le ha consentito di valorizzare un granché la rosa, nonostante i tre secondi posti e i due terzi posti in Serie A negli ultimi 9 anni, ma senza alcun titolo in bacheca.

Del Milan neanche a parlarne. La società rossonera vive un momento di buio che dura da anni. La sua esposizione economica pari a 339 milioni di saldo negativo negli ultimi 9 anni di mercato (nonostante cessioni importanti) ha portato ad uno stato di crisi che perdura da tempo. Senza un particolare arricchimento della bacheca dopo l’ultimo scudetto del 2010-11, a parte le due Supercoppe italiane.

Le plusvalenze

Infine l’ultima domanda che viene spesso posta dai tifosi azzurri è se sia valsa o meno la pena cedere alcuni pezzi pregiati. La tabella in basso mostra le 6 cessioni più “care” nella storia recente del Napoli

Prima di tutto si può notare che le cessioni eccellenti da parte del Napoli si contano sulle dita di una mano o poco più, contrariamente a quanto accade ad altre illustri società. La scelta della società azzurra è stata infatti quella di privilegiare quando possibile il mantenimento dei propri migliori calciatori.

Inoltre è innegabile che quasi sempre la cessione dei migliori calciatori sia stata un affare. Al netto di Jorginho, che sta continuando a crescere di valore al Chelsea, e di Zapata, che sta esprimendo il meglio in questi ultimi tempi, chi lascia Napoli raramente aumenta il proprio valore di mercato. Allo stesso tempo nessuno di loro ha finora cambiato radicalmente la storia delle nuove squadre in cui si è accasato. In tutto ciò, i grandi addii del Napoli non hanno apportato peggioramenti alla squadra, che ha continuato a migliorare i propri risultati.

Conclusioni

Ciascuno può trarre le conclusioni che preferisce dalla lettura di questi dati. Sicuramente la gestione della Ssc Napoli è attenta, ma ciò non ha impedito alla squadra di ottenere 3 secondi posti, 3 terzi posti, 2 quinti posti, 2 Coppe Italia, una Supercoppa Italiana, una semifinale di Europa League, e due sfortunati ottavi di Champions League, entrambi persi contro le squadre che si sarebbero successivamente aggiudicate la coppa.

Chi pensa che un mercato “spacca tutto” possa effettivamente consentire al Napoli di superare la sua rivale bianconera non ha probabilmente fatto i conti con la potenza economica della Juventus. Nel calcio non si vince acquistando a destra e a manca, ma costruendo nel tempo società forti.

Per le preoccupazioni riguardo al mercato di gennaio è sempre giusto ricordare che si tratta di un mercato “di riparazione”. Se c’è da aggiustare qualcosa sicuramente il Napoli lo farà. Non va dimenticato che Ghoulam, Jorginho e Gabbiadini furono acquistati a gennaio. Le squadre si costruiscono principalmente in estate, cosa che al Napoli sembra riuscire abbastanza bene.

 

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