Posta Napolista – Un rapporto diverso tra juventini e napoletani è possibile

Un tifoso bianconero scrive al Napolista: non facciamoci guidare da una minoranza squallida, non siamo tutti così.

Posta Napolista – Un rapporto diverso tra juventini e napoletani è possibile

Lettera al Napolista

Gentile direttore, sono un tifoso juventino che ha conosciuto per caso il Napolista lo scorso anno e che ora segue regolarmente on-line. Volevo farvi i complementi per gli articoli che scrivete perché, pur essendo – ovviamente e giustamente – intrisi d’amore e tifo per la vostra squadra, non mancano mai però di analisi serie e obiettive. E, quando meritate, neppure di critiche e rimproveri.

Questa è la Napoli che conosco e in cui mi riconosco: appassionata, scanzonata, che fa valere le proprie ragioni ma che si prende anche in giro per i propri difetti, e che lascia che gli altri si rodano se non sanno riconoscerne la bellezza. Per contro, c’è un’altra Napoli che, solo calcisticamente parlando, non mi piace (perché la città e la sua secolare cultura mi piacciono molto): la Napoli che vede complotti e ingiustizie ovunque. E che, divenendo vittima di se stessa, sminuisce la sua forza sprecando energie in cose che non contano nulla.

Non mi piace neanche una parte del tifo bianconero

A dire il vero, non mi piacciono neppure i tifosi della Juve che insultano o che inneggiano a catastrofi naturali (che non oso neppure nominare), da cui mi dissocio senza condizioni, come si dissociano tutte le persone che conosco… Io non vado allo stadio, ma ho molti amici che ci vanno, la pensano come me e rifiutano ogni forma di odio. Anche quello mascherato sotto lo pseudonimo di “sportivo”, che non ha nulla a che fare con la rivalità e il desiderio di confrontarsi sul campo.

Poiché ritengo che la maggior parte dei tifosi del Napoli sia impegnata a tifare per la sua squadra piuttosto che a dileggiarne un’altra e che lo stesso valga per quelli della Juve, secondo lei è veramente impossibile riuscire a organizzare un gemellaggio fra tifosi azzurri & bianconeri che amano e non odiano? Un gemellaggio che consenta a questi tifosi di andare insieme allo stadio, tifare, soffrire, esultare e prendersi in giro sino a quando la partita finisce. E poi, magari, bersi una birra parlando delle propria vita extra-calcistica e scoprire quanto li unisce e il poco che li divide.

Un gemellaggio che taciti una volta per tutte la violenza verbale e non di chi crede e vuol far credere che al nord lo odino o che al sud lo disprezzino. Sono stufo di vedere che una minoranza di gente squallida possa far pensare che il loro squallore sia di tutti e sia ovunque.

 

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