Il Tempo: «Stadio Roma, il progetto è catastrofico»

Una relazione del Politecnico di Torino sul nuovo impianto di Tor di Valle: «Valutazioni incomplete e troppo ottimistiche sui flussi di traffico».

Il Tempo: «Stadio Roma, il progetto è catastrofico»

L’articolo del quotidiano romano

Da tempo non si parlava del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. Un progetto enorme, per impatto e per il tempo necessario a completare il semplice iter burocratico di approvazione. La situazione, ad oggi, è abbastanza complicata. Lo spiega Il Tempo in un articolo pubblicato sull’edizione di oggi: «Il Dipartimento Trasporti del Politecnico di Torino ha scritto una relazione sul progetto. E non ci sono sfumature o interpretazioni possibili: “Lo scenario in presenza di evento sportivo restituisce un quadro “catastrofico”»

Una bocciatura assoluta, totale, rispetto alle modifiche apportate dai CinqueStelle al disegno originario. Leggiamo: «La viabilità del progetto Stadio, così come modificato dall’Amministrazione 5Stelle che ha tagliato le opere pubbliche di mobilità pubblica e privata per ottenere la riduzione delle cubature, non funziona. E le simulazioni del traffico “paiono preliminarmente più concentrate a dimostrare, mediante micro-simulazione dinamica, come la viabilità al servizio dell’area oggetto della proposta d’intervento sul territorio sia funzionale ed adeguata”».

Un problema di viabilità

Secondo l’ateneo piemontese, i parametri utilizzati per garantire un buon flusso di traffico non corrispondono alla realtà: «”Le previsioni sono troppo ottimistiche, anche se “le analisi sono state condotte in modo professionale dalle società esterne incaricate e in modo sempre professionale sono state effettuate le verifiche da Roma Servizi per la Mobilità”. Solo che non sono esaustive. In sostanza, quando si verificano i flussi di traffico nell’ansa di Tor di Valle, la simulazioni vanno pure bene ma “occorre tenere conto che tali flussi veicolari devono poter arrivare presso lo Stadio grazie alla rete primaria di contorno. Che, purtroppo, non è in grado di smaltirli se non a scapito di gravi disagi collettivi: abbondanti, capillari e distribuiti».

«”Ci sono troppi interrogativi che accompagnano gli studi prodotti. Non possiamo fornire un giudizio positivo in merito alle possibili ricadute sul traffico stradale a Roma, normalmente in stato di forte congestione”». Le parole utilizzate dagli esperti torinesi non lasciano spazio a dubbi. Anzi, «”avallare un’opera, avendo riscontrato una tale ipotesi di funzionamento o, meglio, di non funzionamento della rete, non è sicuramente un punto di partenza ottimale. E neanche il Ponte dei Congressi può risolvere i problemi”». Altro giro, altra corsa.

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