Sacchi: «Brutto primo tempo del Napoli col Psg»

Alla Gazzetta: «45 minuti di paura e tatticismo, tipico della mentalità italiana. Poi, nella ripresa, si è visto il Napoli che conosciamo»

Sacchi: «Brutto primo tempo del Napoli col Psg»

Alla Gazzetta

Arrigo Sacchi, sulla Gazzetta, bacchetta il primo tempo del Napoli contro il Psg. Fa una premessa generale e scrive che «il limite maggiore di quasi tutte le squadre italiane consiste nel lavorare più per fermare gli avversari che per dare un’identità al proprio gioco. Forse non si è convinti della validità di ciò in cui si crede e che si crea, oppure è il complesso di inferiorità».

E applica quest’osservazione anche alla squadra di Ancelotti.

Pure il Napoli, che da diversi anni produce un football ottimista con un considerevole senso dell’avventura, c’è cascato, giocando un primo tempo pieno di paura e di tatticismo che hanno inibito l’autostima e la creatività, e ha permesso agli avversari di tenere l’iniziativa.

«Gli uomini di Ancelotti nel primo tempo non sono stati fedeli al loro stile di squadra coraggiosa e giustamente hanno subito gol. Essere passivi, ammassarsi indietro (7 contro 2 nel gol di Bernat), lasciare il comando del gioco a un gruppo di grandissima qualità formato da campioni come Mbappé, Neymar e Di Maria, significa prima o poi prendere gol».

Gli azzurri avrebbero potuto fronteggiare con successo tanta qualità individuale unicamente con il collettivo, il pressing e una creatività organizzata. Carlo nell’intervallo ha stimolato i suoi ragazzi, ha chiesto il pressing sui tre difensori centrali per evitare una costruzione libera del gioco del Psg. E così si è visto il vero Napoli: un blocco aggressivo, impavido e con tempi e idee di gioco importanti.

«I francesi sono stati travolti da un avversario che ha messo da parte le paure e si è mosso con velocità, sganciamenti continui, fluidità di manovra, un buon possesso, raddoppi e pressing che aggredivano i frastornati rivali. In 20 minuti gli azzurri hanno concluso una decina di volte e hanno finalmente pareggiato, entusiasmando i propri tifosi. L’1­-1 è stato strameritato, però deve far capire a tutti che questo gruppo potrà migliorare nei singoli e battere anche team composti da grandi campioni sfruttando la propria volontà, il lavoro, le idee e il gioco che li guida e li completa.

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