Fabian Ruiz trascina il Napoli fuori dal pantano di Genova

Il Napoli vince su un campo impossibile. Partita sospesa. Ma Ancelotti, grazie allo spagnolo, riscatta Perugia. Deludenti i polacchi sostituiti dopo 45′

Fabian Ruiz trascina il Napoli fuori dal pantano di Genova

Una vittoria che cambia la stagione

Il Napoli vince una di quelle partite che non si dimenticano. Che ti cambiano il campionato. Che cerchi in rosso sul calendario. Il Napoli vince a Genova, in casa del Genoa, un match che a mezz’ora dalla fine sembra perduto. Si torna in campo dopo la sospensione per pioggia, su un campo impossibile. Un acquitrino. Il pallone non rimbalza quasi ovunque. Non si capisce come gli azzurri possano segnare. Peraltro senza Milik sostituito da Ancelotti a fine primo. Fuori lui e Zielinski, ancora una volta non all’altezza. Dentro Mertens e Fabian Ruiz.

Ed è proprio lo spagnolo a regalare una prestazione gladiatoria, altro che giocatore tecnico o cammellone come ha detto qualcuno a Napoli. Fabian regala il pareggio su assist di Mertens. Ed è lui a giganteggiare nel pantano della fascia di sinistra. È lui a conquistare una punizione per fallo di mano dei rossoblù. Cross di Mario Rui e autorete di Biraschi. Due a uno per il Napoli che si porta a 28 punti, a tre dalla Juventus che giocherà domani sera contro il Milan.

La maledizione di Perugia

Ancelotti sfata la maledizione di Perugia. Era il 14 maggio del 2000. Probabilmente l’ultima volta che ad Ancelotti sospesero una partita per campo impraticabile. Allora l’arbitro era Collina, non Abisso. E quando si riprese, il Perugia segnò e la Juventus di Ancelotti perse lo scudetto. Stasera è andata in maniera diametralmente opposta. Al ritorno in campo, il Napoli l’ha ribaltata.

Al momento della sospensione, il Napoli era sotto di un gol. Non possiamo dire meritatamente, ma nemmeno immeritatamente. Se commetti errori grossolani, li paghi. E poi il destino può esserti avverso. Puoi trovarti a dover recuperare su un campo di fatto impraticabile.

Zielinski oggetto misterioso

Ancelotti sceglie un turn over moderato. Appena tre cambi rispetto al Psg. Hysaj per Maksimovic, Zielinski per Fabian Ruiz e Milik per Mertens. Se dopo 45 minuti, Ancelotti giustamente rimette in campo due degli uomini che hanno giocato col Psg, vuol dire che la rosa si è pericolosamente ristretta. E che i due polacchi sono stati deludenti. Zielinski è il vero oggetto misterioso di quest’inizio di stagione. Regala un’altra prestazione enigmatica. Nel primo tempo  perde due palloni in modo ingenuo, e regala due ripartenze al Genoa. Su una di queste, al terzo cross consecutivo i rossoblù vanno in vantaggio con un colpo di testa di Kouame.

Il Napoli prende sottogamba la partita. Ma non tutti sembrano concentrati allo stesso livello. Il Genoa comincia molto bene. Facendo molta pressione sui portatori di palla del Napoli. Eppure sono gli azzurri a sfiorare il gol con Insigne che al 12esimo colpisce il palo dal limite dell’area. Dopo, sull’1-0, è ancora Insigne a servire uno splendido pallone filtrate in area a Callejon che ha crossato al centro un pallone che Milik avrebbe dovuto solo appoggiare in rete, ma se lo fa respingere.

Poteva sembrare la maledizione di Genova – dove il Napoli ha perduto contro la Sampdoria 3-0 – o anche quella di Belgrado – 0-0 dopo la traversa di Insigne. E invece gli azzurri la vincono con la forza della volontà. Non si può parlare di calcio in una serata del genere, su un campo impossibile. Eppure si può e si deve parlare di Fabian Ruiz che  dimostra, ancora una volta, che quando si è grandi giocatori si riesce a incidere sulle partite anche su campi impossibili. Sotto l’acqua, come solo Ayrton Senna sapeva fare. Forse il Napoli ha capito che Zielinski non sarà mai il giocatore che abbiamo immaginato, ma ha capito di aver acquistato un signor calciatore. Fabian Ruiz non è stato un colpo di fortuna. Il Napoli la ha voluto. Ha speso 30 milioni per averlo. Alla faccia di chi ancora nella nostra città si ostina a dire che questo club non sappia programmare. Meglio riderci su.

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