Il mercato delle altre: Roma, tanto movimento in attesa di Alisson

Monchi ha allargato la rosa di Di Francesco, concentrandosi sul centrocampo e sulla batteria degli esterni offensivi. La Roma è cresciuta, soprattutto dal punto di vista prospettico.

Il mercato delle altre: Roma, tanto movimento in attesa di Alisson

Le parole di Monchi

Ieri abbiamo riportato parte della conferenza stampa di Monchi, che ha presentato il nuovo acquisto della Roma Javier Pastore. Dal nostro punto di vista, si tratta di parole significative in merito a questa prima parte del mercato giallorosso: «Finora non sono arrivate offerte per Alisson. Aspettiamo la fine del Mondiale. Per quanto riguarda le operazioni in entrata, la Roma ha preso otto, forse nove giocatori, e siamo vicini a chiudere Bianda. Non credo che altre squadre abbiano già fatto tutti questi acquisti. Il lavoro non è finito, ma una parte importante è stata fatta».

La situazione della Roma è descritta esattamente in questa serie di concetti e riferimenti. Il diesse spagnolo ha portato in giallorosso Coric, Pastore, Kluivert, Marcano, Cristante, Mirante, Santon e Zaniolo. Gli ultimi due sono arrivati dall’Inter nell’ambito dell’affare-Nainggolan, come contropartite tecniche ed integrazioni ad un organico già di buon livello, che è stato integrato sulle sostituzioni per slot e arricchito di nuovi elementi: Cristante al posto di Nainggolan, Santon per il partente Bruno Peres, Marcano per Jonathan Silva (che dovrebbe tornare allo Sporting Lisbona), anche se il suo ruolo principale è quello di difensore centrale. Accanto a questi “cambi”, ecco la qualità di Pastore, Coric e Kluivert tra centrocampo, batteria dei trequartisti e degli esterni offensivi. Soprattutto in questo ultimo subreparto, sono previste delle cessioni: Defrel in primis, forse anche uno tra Perotti ed El Shaarawy. Non a caso, gli ultimi rumors dicono che il prossimo obiettivo potrebbe essere Berardi.

Rosa ampia

Il lavoro di Monchi è di buonissima qualità, ma vive di e su una grande incognita: Alisson. L’ha detto, il dirigente ex Siviglia: «Aspettiamo la fine del Mondiale». La Roma del futuro potrebbe aver bisogno di un nuovo portiere titolare (Areola? Keylor Navas?), ma anche avere la liquidità per altre operazioni che allunghino o rimpolpino una rosa già ampia, e sempre più vicina alle idee di Di Francesco. Che, per esempio, ha avallato la cessione di Nainggolan pur di avere un reparto di mezzo diverso, con la tecnica in purezza di Pastore e il dinamismo illuminato di Cristante, mezzala verticale – ma non quanto Nainggolan – bravo anche nella pura fase di costruzione (la prima edizione, nelle giovanili del Milan, raccontava di un metronomo di centrocampo).

Il potenziamento c’è, però è di tipo soprattutto prospettico. Perché se i due nuovi arrivi a centrocampo “compensano” l’addio al belga e allargano la varietà delle alternative, gli altri acquisti non sembrano poter avere un impatto immediato sulla forza della squadra. Kluivert e Coric sono la riedizione di Under un anno fa, questo non vuol dire che il giovane turco non sia un grande giocatore – anzi -, ma presuppone comunque un’idea di attesa prima della fioritura definitiva.

Di Francesco ha alternative buone in tutti i reparti, in tutti gli slot in campo. Considerando il 4-3-3 come schieramento base, la Roma ha Florenzi e Karsdorp come laterali bassi a destra; a sinistra, Kolarov e Santon; al centro della difesa, Fazio, Manolas, Marcano e a Juan Jesus; a centrocampo, Gonalons o De Rossi in cabina di regia con Pastore, Strootman, Pellegrini, Gerson e Coric come mezzali; in avanti, Dzeko e Schick come punte con Kluivert, Perotti, El Sharaawy, Under e Defrel come esterni.

Il gruppo di Di Francesco

Al netto delle possibili partenze, di impatto (Manolas? Florenzi?) o medio-piccolo (Gerson?) impatto, la Roma ha lavorato lì dove serviva. Almeno finora. Perché il mercato post-Mondiale potrebbe portare molte sorprese e cambiare le pedine in molti club, con la necessità di far fronte a nuove idee e nuove occasioni. Per il momento, il giudizio è sospeso ma positivo. Non è ancora ottimo, perché – ripetiamo – questa squadra ha la stessa struttura dell’anno scorso, e in quanto a qualità assoluta ha aggiunto qualcosa per il futuro piuttosto che per l’immediato. In ogni caso, il lavoro di Di Francesco ha già portato a ottimi risultati. Se il gruppo sarà ancora più vicino alle sue idee, la Roma potrà aspirare a migliorare l’ultima stagione. A prima vista, si è lavorato in questa direzione. Con tanto movimento, senza grossi botti ma con un occhio verso il futuro prossimo, che potrebbe riservare diverse sorprese.

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