Mal di Real Madrid per Crosetti, nessun elogio della razza castigliana: rubano e basta

Su repubblica.it: «Con il Var, non sarebbe in finale e nemmeno in semifinale». Nessuna apologia della ferocia, non avvitano nemmeno bulloni .

Mal di Real Madrid per Crosetti, nessun elogio della razza castigliana: rubano e basta

Non c’è ferocia in Castiglia

Non l’hanno digerita, è evidente. I tifosi della Juventus hanno ieri seguito con molta attenzione sui social la gara di ritorno tra Real Madrid e Bayern e hanno protestato per le sviste arbitrali che avrebbero condizionato la partita. Parliamo della normalità, della tifoseria. Sulla stessa linea è attestato l’articolo scritto per repubblica.it da Maurizio Crosetti che l’altro giorno aveva scritto che la Juve vince non perché ruba ma perché è feroce, e perché è figlia della cultura sabauda (quelli che avvitano bulloni da cent’anni). Ebbene, pare che Crosetti non riconosca alla cultura castigliana la stessa ferocia di quella piemontese: la doppia morale di cui ha scritto per il Napolista Mario Bologna. Basta leggere l’incipit dell’articolo che trovate qui.

Se il VAR esistesse anche in Champions, forse adesso il Real non sarebbe in finale, la sedicesima della sua incredibile storia. Forse, non sarebbe neppure arrivato in semifinale. Invece va dritto a Kiev dopo un enorme rigore a favore del Bayern non visto dall’arbitro per una manata di Marcelo al pallone, e ce n’era pure un altro (Sergio Ramos su Lewandowski). Tenendo conto che la semifinale dell’anno scorso venne scippata dal Real al Bayern ancora al Bernabeu, con due gol irregolari e un’espulsione di Vidal inesistente, e tralasciando l’ultimo minuto di Real-Juve, ecco che qui si va oltre il sospetto, qualche passo più in là dell’indiscutibile forza dei blancos. Come se potenze occulte, in fondo visibilissime, spianassero sempre la strada.

“Qui si va oltre il sospetto” e “potenze in fondo visibilissime” hanno preso il posto della ferocia. Nessun elogio della superiorità castigliana né bulloni avvitati. Banale e al limite del volgave. Se Filippo II potesse leggere…

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