Mertens: «Siamo avanti a tutti, è importante. Sarri mi ha insegnato il calcio»

Dries Mertens intervistato dal Corriere dello Sport: «Il mio gol preferito alla Fiorentina, anche se nessuno lo ricorda. Higuain è davvero fortissimo».

Mertens: «Siamo avanti a tutti, è importante. Sarri mi ha insegnato il calcio»
Mertens / Foto Matteo Ciambelli

L’intervista al Corriere dello Sport

Lunga, lunghissima intervista del Corriere dello Sport a Dries Mertens. Il centravanti belga del Napoli parla praticamente di tutto, a partire dall’Italia che non va ai Mondiali fino alla situazione della squadra di Sarri. Leggiamo: «Mi dispiace tanto per l’Italia, poi alcuni amici come Insigne e Jorginho non saranno in Russia. Mi è dispiaciuto anche per Buffon, tutti abbiamo rispetto per lui. Il problema è stato il match con la Spagna, troppo più forte. Nel playoff, Italia sfortunata».

La panchina di Insigne in nazionale: «Dice che è stata una scelta dell’allenatore. Quindi, una cosa che bisogna saper accettare».

La storia

La parte successiva dell’intervista è legata alla storia di Mertens. Ai suoi inizi come calciatore, alle difficoltà per la bassa statura. Episodi e situazioni che Dries ha già raccontato, per esempio nella chiacchierata con Bleacher Report, dello scorso anno. O che sono stati già raccontati, per esempio dal mensile World Soccer.

L’impatto con Napoli: «Ero stato qui con l’Utrecht, sono arrivato con tutta la famiglia e mi sono trovato subito bene. Ci sono un calore, una solidarietà che ti aiutano a vivere bene una città che non è la tua. Napoli si stringe attorno ai giocatori della sua squadra, li fa sentire tutti napoletani da sempre».

Mertens su Sarri: «Mi ha insegnato il calcio, è un allenatore che mi piace, un tecnico scientifico. Apprezzo il suo lavoro sulla doppia fase di gioco, il possesso e la pressione sugli avversari, le direttive per ogni incontro. Sembra che già hai giocato la partita e in campo sembra che la tua squadra abbia un uomo in più. Il gioco della nostra squadra mi aiuta tanto, mi aiutano i miei compagni, chi a centrocampo recupera e mi mette la palla giusta perché io possa fare il mio lavoro, segnare o far segnare».

Lo scudetto

«Sarebbe bello, siamo stati sfortunati perché gli infortuni di Milik e Ghoulam non ci hanno aiutato. Sappiamo che non abbiamo trenta uomini che possono giocare ma vogliamo fare bene e siamo un punto avanti alle altre squadre. E questo, mi creda, è già un importante passo in avanti, in un campionato che sarà molto combattuto».

Un attaccante come ispirazione: «Higuain è davvero fortissimo, un fuoriclasse, abbiamo avuto difficoltà quando è andato via».

Il gol preferito (a sorpresa)

«È una rete che nessuno ricorda, contro la Fiorentina, nella partita che abbiamo giocato in casa con loro. Ho fatto un tunnel a Rodriguez, poi un passaggio no look ad Hamsik. Lui ha tirato, il portiere ha preso la palla e dopo, sulla respinta, io ho fatto gol. Un gol come prodotto collettivo e non solo come gesto individuale. Ed è questo il mio gioco, perché mi piace puntare il difensore e dopo fare gol. Secondo me quello è un gol che parla del mio modo di intendere e praticare il calcio».

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