Il rito Maradona è più mediatico che altro, Napoli è fisiologicamente indifferente

Anche Napoli ha la sua quotidianità. La fibrillazione per l’ennesimo ritorno di Diego in realtà non c’è, com’è normale che sia. Ieri nemmno un tifoso all’esterno della conferenza

Il rito Maradona è più mediatico che altro, Napoli è fisiologicamente indifferente
Maradona (foto Francesco Bassini)

È pur sempre la terza città d’Italia

Fosse vera l’immagine di una città in fibrillazione per una cerimonia fondamentalmente propagandistica e per l’ennesimo ritorno (a quanto siamo, a venti?) di Maradona a Napoli, ci sarebbe da interrogarsi e in parte anche da sorprendersi. Come spesso capita, invece, e vale per Napoli come per gli italiani, la realtà mediatica segue altri binari. E Napoli in questo è perfetta. La parola Napoli libera automaticamente canovacci imperituri nel tempo. Già Napoli è l’apoteosi del luogo comune. Poi Maradona associato a Napoli diventa una bestia indomabile.

Spesso, a leggere i resoconti di Napoli sembra di imbattersi in una tribù che segue riti altrove sconosciuti. In realtà, Napoli è la terza città d’Italia, con sacche di disoccupazione certo – anche importanti – ma anche con tante persone che lavorano. Con le università meno competitive d’Italia, e qui varrebbe la pena di interrogarsi seriamente.

Più giornalisti che tifosi

Ieri alla conferenza stampa di Maradona c’erano tanti giornalisti. Alcuni sono rimasti fuori. Persino testate internazionali come l’agenzia France Presse. All’esterno, però, non c’era praticamente nessuno. Com’è ovvio che sia. Napoli prosegue la sua vita. Maradona è nel cuore dei tifosi. La gratitudine è eterna. Ma è fumettistica l’immagine di una città che ancora pende dalle labbra di Diego. È un’immagine equivalente a quella dei napoletani che si svegliano ballando la tarantella.

Ieri, tra l’altro, Maradona ha ribadito quel che noi abbiamo scritto qualche giorno fa con Guido Ruotolo, e cioè che lui è già cittadino di Napoli. «Lo sono dal primo giorno in cui ho indossato la maglia numero 10 del Napoli». Non fa una grinza. Maradona è stato onesto nel dire che lo hanno invitato e lui ha accettato. Ci sembra del tutto normale che abbia chiesto un compenso, non c’è nulla di male visto che a elargirglielo sono i privati. Lo stesso Alessandro Siani ha ammesso in un’intervista a Repubblica di qualche giorno fa che lui è intervenuto per salvare questa serata, che economicamente è uno show che non si regge. È gratis, stasera le persone in piazza ci saranno. Ma sia i napoletani sia Maradona sanno bene che il mito ha bisogno di assenza.

Il problema è di chi crede di poter utilizzare Maradona per accrescere il proprio consenso. Maradona è Maradona. Diamogli pure la cittadinanza onoraria. È una ratifica. Lui cittadino e ambasciatore di Napoli lo è nei fatti. Poi, però, voltiamo pagina. Ai napoletani interessano altri aspetti della vita amministrativa. Se una sera hanno un attacco di nostalgia, caricano un dvd oppure vanno su youtube. Perché, sembra incredibile, anche a Napoli c’è Internet.

ilnapolista © riproduzione riservata