Bojinov: «Il calcio in Cina? Qui solo per i soldi»

L’ex attaccante di Lecce, Fiorentina e Juventus dà una definizione abbastanza eloquente del calcio cinese: «Il loro approccio al calcio è come quello dei Pulcini».

Bojinov: «Il calcio in Cina? Qui solo per i soldi»

L’intervista a Tuttosport

Valeri Bojinov non è stato mai un personaggio convenzionale. Forte, anzi fortissimo, ai primi approcci col calcio che conta. Poi un lungo down, un crollo fino alla Serie B e al Partizan Belgrado a nemmeno 30 anni. Nel mentre, comportamenti e dichiarazioni sempre a un centimetro dal limite, a volte di qua a volte di là. Oggi è in Cina, in seconda divisione. Il suo club si chiama Meizhou Kejia Hakka, ma il punto non è questo. Il punto è l’intero sistema di concetti che fa ruotare il calcio cinese. Bojinov spiega bene la situazione in un’intervista a Tuttosport: «”Diciamocela tutta, in Cina puoi venire a lavorare solo per un motivo: ti riempiono di soldi. Il resto? Stendiamo un velo pietoso. Pare che abbiano iniziato ieri ad avvicinarsi al gioco del calcio, manco fossero Pulcini».

Bojinov è chiaro, anche nell’individuazione e definizione del problema: «Qui in League 1 cinese tu, europeo, devi insegnare come si gioca a calcio ai tuoi compagni, come fare le diagonali e le sovrapposizioni. Non puoi dire che non si impegnino, i cinesi, questo no. Solo che ci vuole tanto tempo e tanta pazienza. A volte però, pensi che sia tutto inutile, dato che ripetono sempre gli stessi errori. Il problema è a monte: in Cina non hanno buoni insegnanti di calcio, non ci sono allenatori validi a plasmare i giovani».

I disagi continuano fuori dal campo: «uella passione che ho trovato in qualsiasi altro posto del mondo dove ho giocato qui non esiste assolutamente. I miei compagni hanno sempre la stessa espressione, sia quando scherzo con loro, sia quando mi incazzo. Anche la lingua è un problema, potessi tornare indietro, sono sincero, non ripeterei lo stesso errore. Qui non verrei nemmeno sotto tortura». Difficile essere più chiari di così.

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