Forse con Lisbona è svanito anche il mostro Pipasarri

Posta Napolista / Speriamo che la vittoria sul Benfica ci abbia finalmente liberato dalla mistica della sofferenza.

Forse con Lisbona è svanito anche il mostro Pipasarri
Il mostro Pipasarri

Il mostro che ci tormenta da luglio

Carissimo Direttore, leggo con goduria un suo articolo Addio retorica degli Ultimi e mi viene di replicare con delle considerazioni che appuntai in occasione del recente match contro il Sassuolo: “Napoli-Sassuolo certifica che il Pipita non è morto. È qui tra noi, aleggia misterioso nei meandri dello spogliatoio azzurro. Ha le sembianze di un mostro terrificante. È il Pipasarri. Un essere ingombrante che, dal mese di luglio, si è impossessato dell’animo dell’Antico Toscano. Volete conoscere le sue “doti” principali? Ebbene, la prima qualità è quella di ricordarci la nostra atavica propensione alla sconfitta; la seconda virtù, invece, è quella di svelare gli inganni della Maga Circe Aureliana (sempre per la cronaca, la Sibilla mi racconta che l’Antico, durante l’abbraccio mortifero in quel di Torino, abbia sussurrato al mostro: ”Guagliò he fatto bbuono a te ne ghì!”).

Fuitevenne ’a stu Cinepanettone

È una storia, dunque, che si ripete, una vera dannazione. Eppure, se ci penso, occasioni per la gloria sempiterna non sono mancate. Dal rinnovamento culturale dei novatori, agli illuministi del ‘700, da Maradona con le sue genialate, fino all’ultimo respiro europeo di Don Platone (alias Benitez). Niente da fare, il vortice di Cariddi – immediatamente – ingoia Napoli e il Napoli.

Non mi resta, quindi, per alleviare lo strazio, di ripassare l’estetica kantiana sulla marcatura di Defrel.

Nella notte oscura, poi, come un incubo, il Pipasarri mme venuto ‘nzuonno, dicendomi:” Fuitevenne ‘a chistu Cinepanettone!”.

Concludo, pertanto, associandomi al suo auspicio affinché la mistica della sofferenza unitamente al Pipasarri diventino, dopo Lisbona, solo un lontano e triste ricordo. Quando è festa, poi, rileggere Søren Kierkegaard è ‘nu poco scucciante.

Saluti ai pedatori

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