Il Napolista ai tempi del cacciasordismo

Il Napolista ai tempi del cacciasordismo

Aurelio De Laurentiis

E dunque il Napolista, d’amblais, in una crisi di mezza estate nemmeno poi tanto calda, avrebbe strambato e deciso di unirsi al codazzo di chi strepita perché don Aurelio osa lucrare su una passione. Leggendo i commenti all’editoriale di Zambardino dell’altro giorno, parrebbe di sì. E noi in fin dei conti così snob non siamo. Noi al dialogo coi lettori ci teniamo, altrimenti che ci siamo venuti a fare su Internet e perché mai avremmo dovuto riaprire i commenti? 

E così, dopo le accuse di contiguità, se non addirittura di essere a libro paga, con la società Calcio Napoli; ecco quella – invero più tosta da digerire – di essere diventati cacciasordisti. E perché mai? Per aver osato scrivere che siamo preoccupati per questa freddezza che avvertiamo nei rapporti tra De Laurentiis e Benitez, che abbiamo notato atteggiamenti che non ci piacciono granché, frasette buttate lì che ci hanno un po’ fatto storcere il naso e che ci hanno ricordato cose già vissute. 

Noi, lo abbiamo scritto, dopo amnesie giovanili, abbiamo virato decisamente in favore dell’economia di mercato. I soldi non ci fanno schifo. E non detestiamo chi aumenta il proprio fatturato. E amiamo persino chi risparmia 15 milioni che per Astori sarebbero stati uno schiaffo alla miseria (oltre che al calcio) e l’anno dopo ne intasca 10 per il suo sostituto che fino a un anno fa era considerato un brocco. E potremmo continuare. Non ci siamo stracciati le vesti per Behrami (così come non ce le stracciammo per Gargano due anni fa), e potremmo continuare a lungo ma molto a lungo. Stamattina anche Sconcerti scrive che è stato accettato il primato del conto economico nel calcio e che un tempo sarebbe passato come avarizia dei presidenti (la Juve sta vendendo Vidal eh, casomai non lo sapeste). Quindi…

Insomma, tutte cose che conosciamo e conoscete già. Ma non possiamo calarci il velo davanti agli occhi né, tantomeno, vogliamo. Sogniamo un Napoli adulto. E nella nostra visione delle cose, un Napoli adulto è una società matura sotto il profilo comunicativo, delle alleanze politiche, di potere. E che pianifichi. Perché è la progettualità è alla base della crescita di un’azienda. Questo ci preoccupa, non il mancato acquisto del Bastos di turno. Ci interessa proseguire un processo che con l’arrivo di Benitez ha avuto un’accelerazione importante. Con Rafa abbiamo avuto, netta, la percezione di un cambio di passo. Non a caso, a Napoli, come abbiamo più volte scritto lo scorso anno, Rafa è tutt’altro che amato in certi ambienti. È la sindrome di Giuseppone a mare di cui scrive Zambardino. La rabbia per non essere considerati: preferire una serata nella cupa Castel Volturno piuttosto che una cena con chi si ritiene influencer. 

Il progetto Benitez può rivelarsi duro da sostenere. E non è solo una questione di soldi. È una questione di “progettualità”, di visione, del capire dove si intende andare. E se scorgiamo qualcosa che non ci convince, lo diciamo e lo scriviamo. Tutto qua. Francamente sin troppo chiaro per non essere compreso. Se voi ci scambiate per chi si dispera per il mancato arrivo di Morata o di Astori, un po’ ci fate rimanere male. Potreste bervi persino che Cavani è un traditore attaccato al denaro. Non può essere, voi non siete così.
Il Napolista