La Gazzetta utilizza quasi tre pagine per dire basta coi fischi a Bastoni: “in tanti si stringono a lui”. Gli è morto qualcuno?
È come se l'Inter volesse vincere senza perdere l'aura di santità. Oggi sono considerati la nuova Juve di Moggi e francamente ci sembra un upgrade rispetto agli eterni perdenti simpatici

Referee Federico La Penna gives a red card to Juventus' French defender #15 Pierre Kalulu during the Italian Serie A football match between Inter Milan and Juventus at the San Siro Stadium in Milan, on February 14, 2026. Piero CRUCIATTI / AFP
La Gazzetta utilizza quasi tre pagine per dire basta coi fischi a Bastoni: “in tanti si stringono a lui”. È morto qualcuno?
Due pagine più un corsivo in prima pagina. Siamo al limite delle tre pagine. Per dire cosa? Che ora basta coi fischi a Bastoni. Che ha chiesto scusa anche se al minimo sindacale, scrive la Gazza, e bla bla bla. In realtà timidine le scuse di Bastoni rispetto a quell’esultanza per un’espulsione che è valsa uno scudetto. Una difesa di Bastoni in versione Caterina Caselli: “Lo so che ho sbagliato una volta e non sbaglio più”. Persino Massimo Mauro si presta, gli va almeno riconosciuto di aver sottolineato l’ipocrisia di Padre Chivu (ormai diventato a tutti gli effetti un allenatore comunicativamente inutile come gli altri). In un sommario, la Gazzetta scrive: “In tanti si stringono al difensore dopo i fischi per il caso Kalulu proseguiti anche a Como. Il ct gli ha parlato”. Si stringono a lui. Gli è morto qualcuno?
Francamente non capiamo. È il calcio, è la legge degli stadi. Certo che in tanti simulano. Ma la sua simulazione, condita da esultanza, ha deciso un campionato visto che quell’Inter-Juventus fin lì era una partita che tutto sembrava tranne che in discesa per i marottiani. Con un uomo in più, l’hanno vinta all’ultimo secondo. L’hanno fischiato a Lecce come a Como. E lo fischieranno un po’ ovunque. Rassegnatevi, Bastoni sarà per un bel po’ (non sappiamo se per sempre) l’emblema del calcio scorretto, di chi riesce a ingannare e non solo a farla franca ma a conquistare l’intero malloppo. Cari interisti, godetevi la vittoria dello scudetto. Non potete allo stesso tempo vincere e avere la pretesa di essere considerati santi. In casa Inter dovrebbero essere contenti. Oggi l’Inter di Marotta è considerata la nuova Juventus di Moggi (che poi sia a torto o a ragione è un altro discorso). Sempre meglio che essere gli eterni perdenti. A noi pare un upgrade. E siamo certi che in cuor loro anche casa Inter ne sia soddisfatta.











