Ricordate Ndoye il fenomeno? Al Nottingham Forest fa panchina da due mesi (ha segnato due gol in tutto)

In Premier non è titolare dal 6 dicembre e ha segnato un gol in 14 presenze. Ha giocato in Europa League a gennaio

Ndoye

Nottingham Forest's Swiss midfielder #11 Dan Ndoye scores their second goal with this header during the English Premier League football match between Nottingham Forest and Brentford at The City Ground in Nottingham, central England, on August 17, 2025. (Photo by Darren Staples / AFP) /

Quante volte l’abbiamo sentito e quante volte abbiamo avuto la triste conferma che, spesso, chi fa il fenomeno in Serie A fatica in maniera indicibile a imporsi in Premier e, al contrario, chi viene scartato dall’Inghilterra diventa devastante nel nostro campionato. L’ultimo esempio ha fatto doppietta domenica al Maradona.

Uno che invece ha imboccato la strada opposta, credendo di fare la sua fortuna in terra d’Albione, è Dan Ndoye: lo svizzero, oggetto del desiderio di Antonio Conte e protagonista di un lungo tira e molla con il Napoli che, giustamente, non voleva cedere alle richieste esose del Bologna, alla fine imboccò la strada di Nottingham. Il club di Marinakis ha scucito i 40 milioni richiesti e si è aggiudicato l’autore di ben 8 gol nel campionato italiano nella stagione 24/25.

I numeri di Ndoye

Ora, come un esterno al suo primo anno buono possa valere 40 milioni è una perversione ascrivibile alla follia del calcio moderno, ma in un calcio in cui paghi Lucca più di 30 milioni, allora “Nihil verum, omnia licita”. Nulla è vero, tutto è lecito. Risultato? Lo svizzero ha messo a segno la bellezza di un gol in sole 14 presenze in Premier League (all’esordio nella prima giornata di Premier, il 17 agosto) e 1 in Europa League contro il Midtjylland, perdendo in poco tempo il posto da titolare. Ultima presenza da titolare? Col Ferencváros in Europa League il 29 gennaio, quasi un mese fa. In Premier? Stiamo freschi: il 6 dicembre 2025, nel match perso per 3-0 contro l’Everton, sostituito all’inizio del secondo tempo.

Ovviamente non è l’unico calciatore a non riuscire ad esprimersi in Premier: ricordate il rendimento di Higuain al Chelsea? 5 gol in appena 14 presenze. Lungi da noi paragonare i due profili, ma fa capire come a volte sia per club che per calciatori sarebbe utile fare valutazioni più approfondite sulla propria carriera: i club per non strapagare profili inadatti e i calciatori per non bruciarsi in situazioni in cui non si è ancora evidentemente all’altezza.

Il Nottingham, evidentemente, acquistando Lucca non l’ha capito appieno. Nemmeno il Napoli. Poi, oh, magari ci smentisse.

La differenza con la Premier

“La Premier è meglio”. Una frase sentita così spesso negli ultimi anni da aver pure francamente stancato: lo sappiamo, la Premier ha ritmi e fisicità così elevati da far mancare il fiato, l’Italia è amante del tatticismo esasperato. Equilibrio nell’analisi? Non pervenuto. Alla fine basterebbe semplicemente dire che ognuno ha le proprie caratteristiche e che non necessariamente una è meglio dell’altra. La diversità non per forza deve diventare sempre un termine di paragone assoluto.

Classe 2000. Scrivo di sport, soprattutto di calcio e del Napoli, come collaboratore e occasionalmente editorialista.

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