Penis-gate, un chirurgo plastico a Fanpage: “Un mese prima delle Olimpiadi è venuto da me uno sciatore per le mie cure”

Il professor Alessandro Littara: "Mi ha detto che era per un problema di autostima e risolvere il disagio di svestirsi in uno spogliatoio. Chissà, magari questa persona è solo al mare oppure effettivamente alle Olimpiadi. Chi può dirlo?"

jumping Sci

Il 5 febbraio avevamo raccontato di quello che abbiamo nominato il “penis-gate” delle Olimpiadi di Milano-Cortina. I saltatori con gli sci probabilmente si iniettano  acido ialuronico nel pene… per volare più lontano.

Partiamo da questo fatto: uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers ha scoperto che ogni 2 cm in più di circonferenza della tuta del saltatore riduce la resistenza del 4% e aumentava la portanza del 5%. Cioè: una variazione di 2 cm nella tuta equivale a 5,8 metri di lunghezza in più nel salto.

Quando vengono presi le misure per le tute, i cui dati vengono rilevati da uno scanner 3D dal punto più basso dei genitali. Secondo uno scoop della Bild ci sono alcuni atleti che aggirano il sistema iniettandosi acido nel pene o mettendosi dell’argilla nella biancheria intima, per aumentare temporaneamente le loro misure e quindi rendere le loro tute più larghe per quando gareggiano. Insomma diventano momentaneamente superdotati.

La FIS (Federazione Internazionale Sci) parla di “voci infondate”, la Wada ha già acceso i riflettori su quella che potrebbe essere definita come una nuova, bizzarra frontiera del doping meccanico. Germania, Stati Uniti, Francia… la notizia ha fatto il giro del mondo.

A Fanpage.it il professor Alessandro Littara (andrologo, sessuologo e un’autorità nella chirurgia plastico-estetica genitale maschile) ha affrontato l’argomento raccontando cosa gli è successo un mese prima che le gare iniziassero.

“È venuta da me una persona che mi ha parlato di quella disciplina – ha spiegato -, dicendomi che aveva bisogno delle mie cure per un problema di autostima e risolvere il disagio di svestirsi in uno spogliatoio. Ovviamente non rivelerò mai il suo nome. Che fosse un professionista, un dilettante, un amatore a me non interessava… però ho guardato le gare di salto con gli sci per vedere se riconoscevo qualcuno ma con il casco in testa sono tutti uguali. Chissà, magari questa persona è solo al mare oppure effettivamente alle Olimpiadi. Chi può dirlo?”.

Si dice che nel salto ogni millimetro conti. Non le sembra una coincidenza strana che questo atleta/persona abbia scelto proprio il mese precedente ai Giochi per risolvere un complesso che presumibilmente ha da una vita?

“Effettivamente, riflettendoci ora, la tempistica solleva dei dubbi. Ma un paziente non verrebbe mai a dirmi la verità se lo scopo fosse illecito. Da parte sua sarebbe poco intelligente. E non è stato chiaro se fosse un saltatore professionista oppure un amatore. Ammesso che lo fosse, allora devo dire che si è ‘nascosto’ bene dietro motivazioni psicologiche che, come sessuologo e andrologo, ho trovato del tutto plausibili”.

“Venti millilitri di prodotto aumentano volume e peso. Col senno di poi, leggendo dei vantaggi aerodinamici, l’ipotesi potrebbe anche stare in piedi. Ma non posso essere certo che qualcuno abbia effettivamente utilizzato il trattamento per altri fini rispetto a quelli estetici”.

 

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