Pattinaggio velocità, Fabris: “Senza un impianto, si vive come nomadi, pochi conoscono la realtà da cui nascono gli ori”

Al CorSera: "Dopo Torino 2006 ci fu un picco di interesse, poi siamo tornati alla normalità. Il movimento è esiguo. Lo smantellamento della pista di Rho? Rimaniamo senza stadio".

Rg Milano 17/02/2026 - Olimpiadi Milano Cortina 2026 / Speed Skate Team Men’s Pursuit / foto Image Sport nella foto: Team Italy

Dopo Torino 2006, il pattinaggio velocità maschile conquista un altro oro alle Olimpiadi di Milano-Cortina. L’intervista del Corriere della Sera a Enrico Fabris, che vinse vent’anni fa.

Si possono fare paragoni tra quella squadra e questa?

“Un’emozione che si ripete così forte a distanza di tanti anni va a garantire la continuità di questo sport e la qualità del lavoro dell’Italia ad altissimo livello. Le medaglie olimpiche non si vincono per caso. L’impresa di Ghiotto, Giovannini e Malfatti mi ha sbloccato ricordi a cui sono legatissimo. E, in qualche modo, va a valorizzare anche la nostra vittoria sul Canada, datata 16 febbraio 2006”.

Cosa c’è dietro a un oro nel pattinaggio velocità?

“Un lavoro enorme degli atleti e dello staff tecnico. Ho lavorato in Nazionale con Marchetto fino a poco fa: conosco tutti benissimo”.

Ma in vent’anni non siamo riusciti a dotarci di una pista coperta:

“Dopo Torino 2006 ci fu un picco di interesse, poi siamo tornati alla normalità. Il movimento è esiguo: pochi conoscono la realtà da cui nascono queste medaglie. Senza un impianto, si vive come nomadi. Ma le basi solide, i praticanti, si costruiscono così. Invece ci affidiamo alla passione smisurata e al talento fuori dal comune di un gruppetto di persone”.

La pista di Rho da domenica sarà smantellata…

“È un peccato, ma si sapeva. Rimaniamo senza stadio. Le società sportive si affidano al volontariato, le piste fanno fatica a rimanere aperte. Mai come oggi, però, lo speed skating si merita un impianto indoor. Abbiamo atleti, tecnici, capacità”.

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