Brignone: “Rinuncerei ai due ori olimpici per non aver avuto quell’infortunio”
Al Corsera: "Le medaglie non cambiano il mio status, fanno la differenza solo mediaticamente. La gara? Sei in un altro mondo. Uno stato d’allerta totale come quando hai paura di morire"

Italy's Federica Brignone reacts in the finish area after competing in on the podium of the women's super-G event during the Milano Cortina 2026 Winter Olympic Games at the Tofane Alpine Skiing Centre in Cortina d’Ampezzo on February 12, 2026. François-Xavier MARIT / AFP
La risposta più bella che Federica Brignone dà nell’intervista che le fa il Corriere della Sera dopo i due incredibili ori olimpici è l’ultima. Le chiedono con cosa scambierebbe le due medaglie: “Solo per tornare indietro e non avere mai avuto l’infortunio. Non so se potrò più giocare a tennis”. Due ori olimpici in cambio della normalità. Perché Federica Brignone non si fa prendere dall’entusiasmo generale, non troppo. Sa di essere una super-campionessa già da prima. Ne ha piena consapevolezza, e lo dice: “Penso d’averla già fatta con 15 anni di carriera a questo livello, due Coppe del Mondo. All’apice. Queste medaglie non dovrebbero cambiare il mio status. Però mi rendo conto che i Giochi in casa, mediaticamente fanno differenza”.
Ribadisce che il segreto stavolta è stata la leggerezza: “Non avevo aspettative. Ma dopo il primo oro, qualche domanda te la fai. Scendi con il 30, con tutti che t’aspettano. Non è facile. Quando ho tagliato il traguardo, ho sentito il boato. E ho detto: ti prego, ti prego… Nella prima manche sono ritrovata un po’ troppo rilassata. E mi sono persino detta: svegliati, devi spingerti fino al traguardo! Fare quel che sapevo fare, attaccare, tagliare gli angoli, spingermi. La pista era disegnata liscia. Ma non c’è la curva, mi son detta, non han messo la curva! Io allora vado tutta dritta, in velocità… Ho cercato d’essere morbida, perché anche la neve era facile”.
Per la seconda “ero più tesa. Ho dovuto veramente farmi violenza. Non volevo scendere. Però dovevo. E ho provato a farlo al meglio. In gara sei in un altro mondo. Uno stato d’allerta totale, come quando hai paura di morire. Sono riuscita a pensare alla sciata e a lasciarla andare. Me la son vissuta bene. Quando è finita, ho pensato: non so se sono stata abbastanza aggressiva. Mi sembrava d’aver fatto una manche così così… Poi ho sentito la folla e ho detto: o forse sì. Mi son girata, ho visto il numero uno e mi sono abbandonata con me stessa: mamma mia, che follia!”.
Desidera che “nessuno posti più i video del mio incidente. Non l’ho mai visto. Ma dopo il superG sono stata taggata mille volte. Ho dovuto lanciare il telefono”.
Brignone disinnesca anche tutta la narrazione della rivincita femminile: “Mah… Sarò onesta, io sono sempre stata rispettatissima. Naturalmente, lo sport è come nella vita: devi farti rispettare da uomini e donne. Per me, non c’è discriminazione. C’è parità, a parte che in qualche contratto. E se ci sono meno sciatrici, è perché fan più fatica degli uomini”.










