Brignone venerata dalle avversarie che la venerano e l’abbracciano, non dalle italiane (Corsera)

Il Corsera scrive: "La Goggia se ne va senza nemmeno l'onore delle congratulazioni". La Gazzetta riporta le parole di Sofia: "Da lei ho ancora tanto da imparare, in questi ultimi due anni ha messo la sesta"

Tied silver medallists Norway's Thea Louise Stjernesund (C) and Sweden's Sara Hector (L) react as Italy's Federica Brignone (R) wins the gold medal in the women's giant slalom event during the Milano Cortina 2026 Winter Olympic Games at the Tofane Alpine Skiing Centre in Cortina d’Ampezzo on February 15, 2026. Tiziana FABI / AFP

Brignone venerata dalle avversarie che la venerano e l’abbracciano, non dalle italiane (Corsera)

Il Corriere della Sera, con Francesco Battistini, scrive di Federica Brignone due ori alle Olimpiadi di Milano-Cortina (superG e gigante):

Tigrissima Fede. Lei, non la domi: s’accuccino le altre, semmai, si mettano in ginocchio. E chi s’inchina, ha perduto. Sara&thea, le due seconde, docilissime, si sottomettono subito. Corrono incontro a Sua Felinità. Si sdraiano ai suoi scarponi. La venerano come una divina. E infine l’abbracciano generose, con uno di quei nobili gesti che nessun’azzurra della squadra sa concederle (men che meno l’invisa Sofia). Prostrate, non frustrate, vere medaglie della lealtà: «Fede se lo meritava, l’idea d’inginocchiarci c’è venuta perché lei c’ispira, perché ci spinge a sciare meglio, perché è d’un altro livello, perché ne ha passate tante. E perché è una persona perbene».

Storia, è la parola più abusata. Anche più di Tigre, d’immensa, d’eroina, d’impresa. Nevica retorica senza sosta. Dalla premier Meloni al comandante dell’arma, che elogia la sua carabiniera. E pure dalla Schlein, dai ministri Abodi e Zangrillo, dall’immancabile Tamberi. Stavolta la Goggia, decima, se ne va senza nemmeno concedere l’onore delle congratulazioni. La Tigre ricambia con lo stesso silenzio. Roar.

La Gazzetta invece riporta dichiarazioni di Sofia Goggia:

«La testa è tutto, la fiducia anche. Lei in questo momento ce l’ha, quando sei forte il talento batte quello che può essere un destino molto avverso, quando sei davvero forte nessuno te lo toglie. Da lei – prosegue Sofia – ho ancora tanto da imparare, in questi ultimi due anni ha messo la sesta
e mi ha visto dallo specchietto retrovisore. Sono due percorsi totalmente diversi, i nostri, sebbene si mettano sempre a confronto. Ognuna ha il proprio destino, il suo la sta premiando particolarmente». 

Correlate