Kaladze: “Chiesi a Berlusconi di fermare la guerra in Georgia, lui chiamò Putin davanti a me e arrivò la pace”
Oggi è sindaco di Tblisi: "Non è cambiato solo il Milan da quei tempi, ma proprio la Serie A. C'è molta meno qualità"

Former Italian Prime Minister Silvio Berlusconi arrives at the Ciampino Airport, near Rome on March 25, 2014. Italy's former prime minister and media tycoon Silvio Berlusconi on March 22, 2014 dismissed rumours that one of his children would fly his party's colours in the European Union's May elections. AFP PHOTO / ANDREAS SOLARO (Photo by Andreas SOLARO / AFP)
Kakhaber Kaladze, per tutti solo Kakha, oggi è sindaco di Tblisi, in Georgia. E’ a Milano e la Gazzetta dello Sport ne approfitta per una intervista-nostalgia un po’ (molto) politica. Kaladze dice per esempio che il Milan non è più il Milan “perché non c’è più Silvio Berlusconi. E più in generale è cambiato tutto il calcio italiano. Quando arrivai io, la Serie A era il miglior campionato d’Europa e c’erano top mondiali non solo al Milan, all’Inter o alla Juve, ma anche al Parma, alla Fiorentina, alla Lazio o alla Roma. Oggi c’è molta meno qualità a livello tecnico”.
Ricorda Pippo Inzaghi (“in allenamento lo prendevamo in giro perché non riusciva a fare dieci palleggi. Però aveva qualcosa d’innato che lo rendeva un attaccante formidabile”) e poi torna su Berlusconi: “Un aneddoto: nel 2008 c’era la guerra in Georgia, una situazione tremenda. Io andai da Berlusconi, sapendo la buona relazione che aveva con Putin, chiedendogli se poteva fare qualcosa. Lui lo chiamò davanti a me e poco tempo dopo fu firmata la pace. Silvio per me non è stato solo un grande presidente, imprenditore e politico. Prima di tutto per me è stato un grande uomo”.











