Ady Santos (padre di Alisson): «Quando il Napoli ha chiamato, non ci abbiamo pensato due volte»
Ad AreaNapoli.it: «Il Napoli ha grandi trascorsi con calciatori brasiliani, poi oggi ci sono Juan Jesus, Neres e Giovane. È importante trovarsi bene con i compagni, mio figlio darà tutto»

Sporting Lisbon's Brazilian forward #27 Alisson Santos celebrates scoring his team's third goal during the UEFA Champions League league phase day 8 football match between Athletic Club Bilbao and Sporting CP at San Mames Stadium in Bilbao on January 28, 2026. Cesar MANSO / AFP
Alisson Santos, il padre: «Appoggiamo la sua scelta, sarà un piacere visitare Napoli»
Il promettente Alisson dà spettacolo in allenamento. Dov’è intanto la famiglia?
“Non siamo ancora venuti a Napoli. Io vivo a Caatiba, Bahia, e sua madre vive a Vitória da Conquista, sempre a Bahia. Siamo separati, o meglio divorziati: ognuno di noi ora vive la propria vita, ma manteniamo un buon rapporto di amicizia. Aldia Silva de Almeida dovrebbe andarlo a trovare tra qualche giorno, e credo che tra qualche settimana verrò anch’io”.
A Napoli per crescere con Conte. È la piazza giusta? Lo volevano in tanti.
“Appoggiamo la sua scelta. In Italia sono già stato a Milano e Roma, e sarà un vero piacere visitare Napoli. Ho cercato informazioni e ho visto che la città è molto bella. Offerte di altre squadre? Quando Alisson ha saputo dell’interesse del Napoli, non ci ha pensato due volte prima di decidere: sappiamo tutti che grande club sia il Napoli e chi lo allena…”.
Vi ha raccontato qualcosa dei suoi primi giorni?
“È felicissimo di tutto quello che sta succedendo nella sua vita e nella sua carriera professionale. Il Napoli, racconta ad AreaNapoli.it, è una società blasonata, rinomata in Italia ed anche a livello mondiale. È molto contento della città. Spero che possa dare il massimo per aiutare il suo nuovo club a raggiungere ciò che merita”.
Si è presentato con un video in italiano, molto apprezzato dai tifosi. Sembra un ragazzo genuino e solare.
“È così di carattere: Alisson è una persona sempre allegra, a cui piace interagire con le persone. Ha una personalità molto forte. I tifosi possono stare tranquilli che darà il massimo per aiutare la sua squadra a conseguire grandi obiettivi”.
Buon sangue non mente. Che calciatore era Ady?
“Giocavo come numero 10, centrocampista offensivo. Ero piuttosto intelligente, il tipo di centrocampista che manda gli attaccanti al gol. Ero bravo sui calci piazzati, battevo bene punizioni e calci d’angolo”.
Un papà che ha giocato nel Santos, come Careca. Conosce Careca e Alemao? Di qui sono passati Altafini e Vinicio.
“Il Napoli ha splendidi trascorsi con giocatori brasiliani leggendari, proprio come Careca e Alemao, senza dimenticare la Leggenda (con la l maiuscola) che è stato e sarà sempre Diego Maradona! Proviamo grande rispetto per questi tre idoli del Napoli. Alisson sa tutto di loro”.
Dal Brasile alla Champions. Una bella storia di chi ce l’ha fatta.
“Il fratello Alisson ha iniziato la sua carriera in una grande squadra chiamata Esporte Clube Vitoria, nota nel calcio brasiliano per aver formato calciatori famosi anche a livello mondiale, come come Bebeto (attaccante), Dida (portiere e idolo del Milan), Vampeta (ex giocatore dell’Inter), Edilson ‘Capetinha’ Júnior (ex giocatore del Parma) e altri. Alisson ha giocato anche per il Nautico e il Figueirense; tutti questi club hanno una lunga storia nel calcio brasiliano e hanno militato e militano tuttora nella Serie A e nella Serie B del campionato del nostro paese. Lì si è fatto le ossa prima di trasferirsi in Portogallo”.
Lo Sporting è stato una bella scuola.
“Ringraziamo la società di Lisbona per aver creduto in lui ed averlo aiutato a migliorarsi. Lo Sporting è un grande club e gli ha permesso di esprimersi a buoni livelli, anche grazie alla personalità che contraddistingue Alisson”.
Quanto è importante avere, in squadra Jesus, Neres e Giovane? Hanno già legato?
“Certamente Juan Jesus, David Neres e Giovane sono molto importanti per Alisson; è sempre bello avere dei connazionali nello spogliatoio. Trovo sia fondamentale avere un buon rapporto con i compagni: gli permetterà di adattarsi alla vita quotidiana. Parlare la stessa lingua, ma anche imparare quella del posto, è qualcosa di essenziale e lui lo sa. Auguro il meglio ad Alisson e a tutti i suoi giocatori del Napoli”.
Com’è stato vivere da giramondo, con un papà che ha giocato in tanti continenti?
“È davvero fantastico poter giocare in paesi diversi… oltre al Brasile, ho avuto l’opportunità di giocare in Tunisia, Arabia Saudita, Libia e Finlandia. Alisson è già al suo secondo paese da calciatore: prima il Portogallo, ora l’Italia! Sono culture nuove, lingue nuove: è un’esperienza stupenda. Negli anni abbiamo avuto l’opportunità di conoscere modi di parlare e di vivere differenti, tutte cose che impari ad apprezzare sempre più con il tempo: è un bagaglio per il futuro. Molti giocatori, quando si ritirano, continuano come allenatori, altri come agenti… Senza dubbio, le lingue e le culture aiutano anche in questo”.
Sabato c’è Genoa-Napoli. Spera nell’esordio?
“Sicuramente io e i miei amici saremo davanti al televisore per guardare insieme la partita. Faremo il tifo per lui: speriamo di assistere ad una grande prestazione di mio figlio e di tutto il Napoli”.
I tifosi lo hanno soprannominato “Super Santos”, come il pallone ispirato al Mondiale del ’62 vinto dal Brasile: sembra un segno.
“Speriamo gli porti fortuna!”










