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Per il futuro ci vorrebbero scelte impopolari, col clima che c’è a Napoli la vediamo dura

Altrove festeggiano quinti e ottavi posti, qui si storce il naso per il terzo. Spalletti ha imparato la lezione e non si espone più. Per aver parlato di scudetto, è stato massacrato

Per il futuro ci vorrebbero scelte impopolari, col clima che c’è a Napoli la vediamo dura
La Spezia 22/05/2022 - campionato di calcio serie A / Spezia-Napoli / foto Image Sport nella foto: esultanza gol Matteo Politano

Il Napoli chiude in bellezza il campionato. Tre a zero in casa dello Spezia in una partita in cui Spalletti ha preferito giocare le riserve. Che hanno vinto senza problemi con gol di Politano, Zielinski e Demme. Partita senza storia in cui ha spiccato l’interruzione per lancio di oggetti tra tifosi di Napoli e Spezia.

Sarà senza fine – e senza alcuna speranza di convincere chi la pensa diversamente – la discussione sul campionato del Napoli. Ciascuno rimarrà della propria idea. Il Napoli ha chiuso al terzo posto a 79 punti, frutto di un andamento costante confermato dai punti conquistati nei due gironi: 39 in quello d’andata e 40 in quello di ritorno. Numeri che smentiscono coloro i quali, per settimane, hanno battuto sul presunto calo fisico e sulle squadre di Spalletti che calerebbero sempre nei gironi di ritorno. Numeri alla mano non è sempre vero (neanche per il passato), ma non ci soffermiamo.

Addirittura il Napoli chiude al secondo posto il girone di ritorno, dietro il solo Milan che tra poche ore si giocherà lo scudetto. Chiude anche da miglior difesa della Serie A.

Lo abbiamo detto più e più volte, il campionato del Napoli per noi è ottimo. Voto a Spalletti 8,5. Al suo arrivo, nessuno avrebbe scommesso sullo scudetto e la qualificazione in Champions era considerata una pia illusione. Non possiamo fare a meno di notare che ieri i tifosi della Lazio hanno riempito lo stadio per festeggiare una stagione anonima che si è chiusa col quinto posto e senza particolari prospettive visto che lo stesso Sarri ha detto che anche il prossimo potrebbe essere un anno zero. Persino a Bergamo, dove l’Atalanta è arrivata ottava e quindi è fuori dall’Europa, hanno festeggiato e si sono persino commossi per Gasperini. Dei romanisti abbiamo già detto. Non a caso più di un amico tifoso del Napoli ci ha palesato per la propria incredulità per l’entusiasmo per la finale di Conference League. Giustamente, rapportato agli standard della piazza di Napoli, siamo alla follia.

Il confronto con Napoli è impietoso. Dove ci siamo sorbiti un tripudio di striscioni contro De Laurentiis e uno anche nei confronti di Spalletti. Al di là degli striscioni regna un malcontento che non è arginabile e che è a nostro avviso – come ripetuto più e più volte – è figlio di un’ottica distorta oltre che di assoluta mancanza di cultura sportiva.

Ieri ci hanno colpito le parole di Spalletti in conferenza. Ci pare che abbia imparato la lezione. Ha rapidamente capito (l’intelligenza di certo non gli fa difetto) che non bisogna mai esporsi, che bisogna partecipare al gioco del cerino. Non ce la sentiamo di criticarlo. Per aver detto l’ovvio, ovvero che il Napoli era in lotta per lo scudetto (eravamo primi, che doveva dire?), è poi stato mediaticamente massacrato. E così in pochi giorni nello spogliatoio sono diventati tutti leader (ma com’è che allora non si vince mai niente?). Che non si dica che è stato lui ad allontanare X o Y.

Il bene del Napoli non può più essere l’unico obiettivo. In queste condizioni la priorità è tenere a bada questa massa indistinta che va sotto il nome di “piazza”. Il gioco non vale la candela. Giusto per fare un esempio, meglio tenere Mertens anche se magari si ha un’idea diversa e sarebbe bello poter anche spiegarne le motivazioni. Troppo alto sarebbe lo scotto da pagare. Teniamolo e se va male, non fa niente. Almeno non ci sarà alcuna caccia ai responsabili. La “piazza”, ricordiamolo, non è mai responsabile. Chi ama, non commette reato. Del resto anche a Parigi raccontano che Mbappé è rimasto per patriottismo. Sono questi i motivi che in quattro anni hanno impedito di chiudere i ponti col sarrismo e i 91 punti. Chi ha e vuole avere sempre la testa rivolta all’indietro, non può guardare al futuro. In questo stato di cose, ovviamente, sarà molto complesso dar vita a un progetto che possa avere una prospettiva di vittoria. Nessuno avrà il coraggio di scelte impopolari. Ma il popolo è sovrano. E tocca inchinarsi.

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