Il processo ad Allegri è il modo più economico per non parlare dei 190 milioni buttati dal Napoli
La squadra è stata impoverita da un mercato senza qualità (e poi falcidiata dagli infortuni). Ma è molto più semplice prendersela col dinosauro e il suo blocco basso. Esoneratelo, ma sappiate che nessuno trasformerà Lang in Kvaratskhelia

Massimiliano Allegri, coach of Napoli, and Giovanni Manna, sporting director of Napoli, during a training session on Day of the preseason camp of SSC Napoli at stadio Carciato in Dimaro Folgarida, Trento, Italy, on July 18, 2025. (Photo by Ciro De Luca/NurPhoto) (Photo by Ciro De Luca / NurPhoto via AFP)
Il processo ad Allegri è già istruito. Colpevole di blocco basso, di calcio antiquato, di appartenere al secolo scorso. Manca soltanto la perizia al carbonio 14. Il vantaggio di questa ricostruzione è che permette di parlare per ore di tattica (o di presunta tattica) senza dover affrontare la questione più imbarazzante: i calciatori del Napoli, in particolare quelli che aveva in campo ieri.
Perché c’è un piccolo particolare che sfugge nel grande dibattito sul dinosauro. Il Napoli attuale non è una grande squadra che gioca male per colpa delle catene imposte dal catenacciaro che catenacciaro non è perché prende due gol a partita. È una squadra che negli ultimi due anni ha smesso di essere grande, ed il bello è che per riuscirci ha speso anche una fortuna.
Quasi 190 milioni nella scorsa stagione, l’ultima di Conte. Non vogliamo tornare sempre lì ma c’è l’elefante nella stanza, per dirla con Bersani. Lucca, Lang, Beukema, Marianucci, Milinkovic-Savic, Giovane, Alisson Santos. Senza dimenticare Højlund, che comunque non segna mai, ed Elmas e il buon Gutiérrez che sono andati via. Un mercato che avrebbe dovuto consegnare al Napoli nuovi protagonisti e che ha prodotto soprattutto una costosissima collezione di comprimari (quando va bene).

Il Napoli ha preso calciatori più deboli di quelli che c’erano prima
Quest’estate, poi, il non mercato: Favasuli, che purtroppo si è infortunato appena aveva cominciato a far vedere qualcosina, e Badiashile, cui è toccato lo stesso destino – ma qui più che con la sfortuna bisognerebbe prendersela con chi ha letto la sua cartella clinica e ha pensato che fosse una buona idea sostituire il sempre rotto Buongiorno col perennemente rotto Badiashile. Più che un mercato, una presa d’atto.
E così, contro la Juventus, Allegri si è ritrovato a schierare Politano insieme alla Lu-La (non Lukaku e Lautaro ma Lucca e Lang). Uno splendido attacco da Udinese, con tutto il rispetto. Lucca, 35 milioni, ormai diventato un meme, ha persino giocato bene. Fa quasi tenerezza, povero ragazzo. Lang, 25 milioni, è rimasto fedele alla sua specialità: l’evanescenza. C’era anche Politano che ha dimostrato di essere un grande professionista ma è spompato, ha gli anni che ha. Fino a qualche anno fa c’erano Osimhen, Kvaratskhelia e Lozano. Poi Lukaku, Neres e Kvara stesso. Insomma non è cambiato soltanto l’allenatore, è cambiata la categoria di alcuni calciatori, soprattutto degli attaccanti. Non va meglio in difesa ma risparmiamo di rifare l’elenco. Basta uno sguardo.
E se già mancava la qualità, gli infortuni hanno fatto il resto. Un’ecatombe. Buongiorno fuori da luglio, e poi via via Neres, Giovane, Anguissa, Lobotka, McTominay, Meret, Milinkovic, Spinazzola, Alisson Santos, Vergara, Rrahmani. Di Favasuli e Badiashile abbiamo già detto. Ieri Olivera, Di Lorenzo (ormai spremuto) e De Bruyne. E così il Napoli ha perso (o non ha mai avuto con continuità) anche quei pochi uomini che potevano nascondere le lacune della rosa. Sempre Lang, per dire, non ha trovato continuità perché abbia convinto: gioca perché gli altri sono rotti.
E dovremmo parlare di blocco basso di Allegri?
E noi dovremmo discutere del blocco basso. Come se alzando la difesa di venti metri aumentassero automaticamente anche i piedi buoni. Come se esistesse una disposizione tattica capace di restituire a questa squadra il talento che non ha più.
Allegri può sbagliare una formazione, una sostituzione, perfino una partita. Ma il problema non è soltanto che il Napoli gioca male. È che, guardando i calciatori a disposizione, diventa difficile immaginare come possa giocare molto meglio. E quindi è molto più nera.
Potete pure mandarlo via domattina, Allegri. Nessun allenatore trasformerà Lang in Kvaratskhelia. E soprattutto nessuno restituirà, con una seduta tattica, la qualità che il Napoli ha perso negli ultimi due anni.
Per cacciare Allegri basta pagargli lo stipendio. Per rimediare a questo guaio economico e sportivo, purtroppo, bisognerà spendere altri soldi. De Laurentiis vuole/può farlo?